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| Presentato a Senise il libro di Mario Lettieri "I Gattopardi di Walla Street" |
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19/12/2010 |
| Continua l’appuntamento con il Caffè letterario della libreria senisese Aletheia, che ha ospitato l’onorevole Mario Lettieri, già sottosegretario all’Economia e autore, assieme a Paolo Raimondi, del volume “I Gattopardi di Wall Street” Cronaca di una crisi annunciata. Necessità di una nuova Bretton Woods."I Gattopardi di Wall Street" sono quasi una cronaca della crisi finanziaria globale. Secondo gli autori essa non era un evento imprevedibile. L'immissione sui mercati di OTC, avrebbe inevitabilmente generato "pazzie" speculative con negativi riverberi sull'economia reale. Nel testo non solo si descrivono le varie fasi e i meeting internazionali, ma si propone la necessità di regole stringenti e condivise a livello di G20. “Un testo che raccoglie numerosi articoli giornalistici che tracciano un percorso che dall’attualità diventa storia- come ha detto nel suo intervento Il presidente dell’Ordine dei dottori Commercialisti di Basilicata, Filiberto Bastanzio- il cui leit motiv è un excursus che ha il pregio di essere avulso dalle ideologie più sciocche e di far capire a tutti, anche a chi non mastica di economia, le dinamiche economiche e sociali dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi”. “Il libro ha una funzione strumentale- ha spiegato il Professor Lucio Attorre, dell’Università di Basilicata- quello di stuzzicare e solleticare l’attuale classe politica affinché intervenga in maniera specifica sulle questioni che riguardano l’economia nazionale e internazionale”.
Nel suo intervento Lettieri non ha trascurato il dibattito sulla “terribile idea del disfacimento dell’euro”. “Si ha l’impressione- ha detto- che fino ad ora l’Europa non abbia realizzato vere unità di intenti politici, esteri, di difesa ed economici. Si rischia di assistere quasi ad un’Europa di serie A e ad una di serie B”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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