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| Rivello: la chiesa di S.Maria del Poggio, vergogna della burocrazia |
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19/12/2010 |
| Un contenzioso tra impresa e Sovrintendenza impedisce la ripresa dei lavori alla settecentesca chiesa di Santa Maria del Poggio di Rivello. Interventi fermi a sei anni fa. Il tutto con nuovo progetto già appaltato e con un milione di euro finanziati e disponibili, ma fermi. Continua, dunque, la lenta e penosa agonia di un patrimonio che rischia davvero di scomparire insieme all’importante suo valore artistico e alla sua preziosa storia. Continua il silenzio istituzionale e l’ assenza di padronanza risolutiva della Soprintendenza regionale dei Beni Culturali e del Paesaggio.
La Chiesa di Santa Maria del Poggio, l’emblema del terremoto del settembre 1998, la pregevole testimonianza della cultura, della storia e dell’arte non solo locale, il riferimento di unicità e valenza architettonica, oggi, abbandonata, indifesa, sfida a stento le intemperie, avvolta da impalcature mostruose, logore, insicure che offendono l’ambiente e mortificano la sensibilità di quanti hanno amato e amano il monumento.
Interessata da lavori di consolidamento (l’ultimazione dell’ultimo lotto risale a sei anni fa), la Chiesa, oggi, attende ancora che un ulteriore finanziamento assegnato più di un anno fa dal Ministero dei Beni Culturali, pari a circa un milione di euro, possa consentire la ripresa dei lavori. Nell’ottobre 2009, il finanziamento consentì l’indizione della gara e la successiva aggiudicazione dei lavori all’impresa «Edil Progetti 1987» di San Marco Evangelista (Caserta) alla quale, qualche mese dopo, furono consegnati i lavori. A questo punto, l’impresa D’Auria, la stessa che aveva eseguito l’ultimo lotto di lavori, ha avanzato alla Soprintendenza pretese esose, relative all’utilizzo e al nolo del ponteggio, innescando, così, un contenzioso che, di fatto, ha impedito la regolare effettuazione dei lavori appaltati.
Pare, poi, che il braccio di ferro tra impresa e Soprintendenza, che sembrava superato per la disponibilità da parte di quest’ultima ad acquistare le impalcature. E’ lecito, a questo punto, chiedere chiarezza su questa vicenda che assume i contorni di vera e propria vergogna. Perché mai all’impresa D’Auria non fu intimato nei termini di legge di liberare la Chiesa dei ponteggi e di quant’altro non fosse più confacente con un nuovo lotto di lavori? Perché mai la Soprintendenza decide e accetta, pur riconoscendo le responsabilità dell’impresa D’Auria, di acquistare il ponteggio per una cifra considerevole (si parla di 250 mila euro)?
Questi interrogativi pretendono risposte. In gioco ci sono fondi pubblici e, soprattutto, ci sono ritardi che non possono e non devono più trovare giustificazioni. Non essendo la voce e le proteste dei cittadini e delle istituzioni locali riusciti a smuovere lo stallo della vicenda, crediamo che, a questo punto, si rendano necessarie indagini da parte di chi è chiamato a difendere la legalità e il buon costume. Rivello vuole giustizia.
Urbano Ferrari
la gazzetta del mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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