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| Milano: Artigiano in Fiera, grande delusione della Basilicata |
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13/12/2010 |
| Si è conclusa la quattordicesima edizione dell’Artigiano in Fiera.
La rassegna,evento unico al mondo, è stata meta di 3 milioni e 200 mila visitatori,provenienti da ogni angolo della Terra ed ha occupato un’area espositiva di ben 150 mila mq. ,con 3200 espositori di 106 nazioni. Numeri impressionanti per un giro d’affari stimato in crescita del 12% rispetto all’anno scorso.
Di tutto questo, solo una parte infinitesimale, quanto insignificante,quasi nulla e pertanto inutile, ha interessato la Basilicata. Il padiglione lucano “ arrasato” in un trascurato angolo dell’immenso padiglione 3,come negletta Cenerentola, ha registrato la presenza di otto espositori: Al Rame,ditta Martino di Rivello (lavori artigianali in rame,ottone e ferro); Aris La Pelle, di Moliterno-Villa D’Agri; Arte Orafa Di Tomaso di Rotonda (creatore e produttore di gioielli in metalli preziosi con pietre e diamanti); I Gioielli del Mare di Maratea ( produzione di gioielleria,coralli e preziosi di classe); Progettoarte di Matera (lavorazione artigianale del tufo);Yamuna Cuoio di Maratea-Rivello (laboratorio di idee fatte a mano); Laborart,la bottega del ferro battuto,di Stigliano; Studio Arta di Trecchina ( lavorazione artistica di ceramiche).
Abbiamo,ovviamente, visitato il padiglione della Basilicata e ne siamo usciti in preda allo sconforto più totale e desolante. Minimamente lambito dalle torme di visitatori,vi regnava una preoccupante aria di delusione,frustrazione e rabbia ,che ha interessato,in primis, i coraggiosi artigiani . Questi,pazienti oltre ogni limite, hanno assistito,invidiosi ed impotenti, al gran via vai di compratori attirati, con ogni mezzo, nei padiglioni delle altre regioni,sfavillanti di ogni ben di Dio da offrire agli attenti compratori di ogni continente.
Abbiamo raccolto le loro lamentele,registrato con disappunto il loro malcontento di essere stati mandati allo sbaraglio con una organizzazione incerta fino all’ultimo momento,che ha impedito a tanti di non fare in tempo a parteciparvi ed ai pochi presenti non ha consentito l’adeguata preparazione,richiesta in queste occasioni importanti ed uniche.
La principale accusata è stata la Regione,per l’imperizia e la scarsa professionalità con cui ha preparato l’evento. Perplessità e riserve sono state espresse anche nei confronti dell’Unione Artigiani, per la mancanza di coordinazione con gli Enti istituzionali.
A margine di questa ennesima occasione sciupata, ci sentiamo di suggerire agli attori di questa vicenda più coraggio ed autonomia. Un imprenditore serio e capace non può e non deve dipendere “ sempre “ dagli altri. Ad un certo punto, deve saper anche assumersi tutte le responsabilità ed il peso della partecipazione ad un evento, dove si concludono sempre ottimi e ricchi affari. Insomma,bisogna avere più coraggio e saper anche rischiare,tanto da liberarsi dal fastidioso fardello della dipendenza , quasi endemica ed irrinunciabile, dagli Enti pubblici. Questi, a loro volta, non possono e non debbono sempre e comunque “ foraggiare” con soldi pubblici privati lavoratori. Averlo fatto in passato ed a lungo,può essere stato utile,ma, dopo tanti anni,ognuno deve imparare a camminare con le proprie gambe, secondo le proprie capacità,senza più rifugiarsi,comodamente, sotto lo scudo dell’assistenzialismo ad ogni costo,male oscuro della nostra economia.
In contrasto con questo desolante quadro,ci teniamo a segnalare due diversi esempi di “ imprenditorialità”: Olio Rusciani e Puntino ad ago di Latronico.
Salvatore Rusciani,nella foto, di Terranova di Pollino, nel suo stand personale,ha offerto e venduto la sua produzione di pregiato olio extravergine di oliva superiore,con grande soddisfazione per gli affari conclusi.
Angelo Fusco,titolare del laboratorio artigianale “ Il puntino ad ago”,unico in Italia per la peculiarità dei suoi manufatti, ha avuto l’onore di essere stato presente in un rinomato e prestigioso negozio di via Montenapoleone,25 a Milano. Qui ha potuto esporre alla esigente e preziosa clientela del famoso Quadrilatero della Moda,all’ombra della Madonnina, le sue originali realizzazioni “ a puntino” di corredi nuziali,abiti da sposa ed arredi sacri,confezionati secondo una antica tecnica,risalente agli Enotri, primitivi abitanti della Lucania del VI secolo a.c. ed insediatisi proprio nelle vicinanze dell’attuale centro di Latronico.
Giovanni Labanca
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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