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| Fondovalle Racanello: "Provincializziamola!" |
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12/12/2010 |
| Una strada di troppi enti ma su cui nessuno (o quasi) può intervenire. E’ un tratto della Fondovalle del Racanello, che collega i Comuni di San Chirico Raparo e Castelsaraceno e che interessa anche San Martino d’Agri e Armento. Oltre ai 4 comuni le competenze risultano essere di ben 3 Comunità Montane (Lagonegrese, Alto Agri e, addirittura, Alto Sinni) e un tratto fu anche realizzato dal Consorzio di Bonifica di Villa d’Agri. Tante teste ma nessuna soluzione per riqualificare circa 7 chilometri (5 in un tratto e 2 nell’altro, che al centro hanno 5 chilometri già provinciali) caratterizzati da assenza di barriere, dissesto del manto stradale e disagi in una strada a scorrimento veloce che quotidianamente arreca agli automobilisti non pochi danni per le loro autovetture. “Con un intervento di somma urgenza- spiega il sindaco di San Chirico Claudio Borneo- la mia amministrazione e quella di Castelsaraceno hanno utilizzato fondi comunali per tamponare parte dell’emergenza e del dissesto e siamo in attesa che la Regione, se è possibile, ci rimborsi la spesa. Ma non basta, perché la situazione ritorna ad essere allarmante anche solo con qualche pioggia”. Martedi 14 dicembre si terrà una conferenza di servizio e si parlerà della situazione della Racanelo. “Quello che stiamo chiedendo da tempo ormai- dice Borneo- è la provincializzazione dell’arteria, che, tra l’altro, era già previsto. Solo in questo modo è possibile procedere alla riqualificazione definitiva del tratto, che oggi è di tutti e non è di nessuno”. Una richiesta che esisteva già ai tempi della precedente amministrazione provinciale e che è appoggiata anche dal sindaco di San Martino e attuale consigliere provinciale, Pasquale Robortella. “E allora-dice Borneo- perché non si procede?”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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