|
| Riaprire la Trinità? Sul web il 77% dice un secco "no" |
|---|
30/11/2010 |
| Vince il fronte del no. No alla riapertura della chiesa della Trinità di Potenza, la «tomba» di Elisa Claps per diciassette lunghi anni. Il sondaggio lanciato dalla Gazzetta la scorsa settimana dice chiaramente che il popolo del web vorrebbe chiudere per sempre il luogo di culto. Ecco i dati: 977 i «cybernauti» che hanno votato. Il 76,77% non vuole che la chiesa riapra, il 20,98%, invece, ritiene che sia giusto ripristinare le funzioni religiose mentre il 2,25% si dice incerto. Intendiamoci: i nostri sondaggi online non hanno un valore statistico.
Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno come unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità (ogni utente ha diritto a un voto). Ma la schiacciante percentuale di chi è contrario alla riapertura della chiesa è sintomatico di una diffusa opinione in città.
A Potenza la ferita del caso Claps sanguina ancora. E gli ultimi dettagli che emergono dalla perizia della paleontologa Eva Sacchi (si veda la Gazzetta di ieri) non fanno altro che mettere il dito nella piaga, amplificando la reazione di quanti puntano il dito contro la chiesa. C’è chi vorrebbe abbatterla e chi chiede una sconsacrazione formale. Ma quando un luogo di culto può essere sconsacrato? Basta togliere il Santissimo, gli arredi sacri, reliquiari e ogni suppellettile e adibire lo spazio per un qualsiasi uso profano. Sul tema il diritto canonico prevede alcuni aspetti. Vediamo quali.
Can. 1210 - Il luogo sacro sia consentito solo quanto serve all'esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione. È vietato qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo. L'Ordinario, però, per modo d'atto può permettere altri usi, purché non contrari alla santità del luogo.
Can. 1211 - I luoghi sacri sono profanati se in essi si compiono con scandalo azioni gravemente ingiuriose, che a giudizio dell'Ordinario del luogo sono tanto gravi e contrarie alla santità del luogo da non essere più lecito esercitare in essi il culto finché l'ingiuria non venga riparata con il rito penitenziale, a norma dei libri liturgici.
Can. 1212 - I luoghi sacri perdono la dedicazione o la benedizione se sono stati distrutti in gran parte oppure destinati permanentemente a usi profani con decreto del competente Ordinario o di fatto. Ma al di là della sconsacrazione, quali potrebbero essere le ragioni che spingono le autorità ecclesiastiche a non consentire più lo svolgimento di riti all’interno di una chiesa? Non ci sono indicazioni chiare su questo argomento. Possiamo soltanto dire che una volta le chiese non venivano costruite esclusivamente per esigenze di culto ma anche, da parte dei cittadini più ricchi, come modo per ostentare le proprie ricchezze.
Quindi oggi non avrebbe senso, economico soprattutto, avere cinque chiese per gli abitanti del centro storico di Potenza (Duomo, Trinità, San Francesco, Beato Bonaventura, San Michele e Santa Lucia) e altrettante per per i 50mila cittadini che abitano fuori dalle mura. La Chiesa, in linea di massima, decide di sconsacrare un edificio di culto, quando, essendocene altre abbastanza vicini, la sua chiusura, dovuta normalmente alla cronica mancanza di sacerdoti, non crea disagio ai fedeli.
Sarebbe questo il caso della chiesa della Trinità? A giudicare dalla reazione dei cittadini - intervistati dalla Gazzetta a più riprese sull’argomento - e dei «cybernauti» che hanno partecipato al nostro sondaggio, qualora si decidesse di chiuderla, in pochi si strapperebbero le vesti.
di MASSIMO BRANCATI
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |