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Caritas: un viaggio verso il paese povertà

22/11/2010



I poveri sono in aumento. A confermarlo i dati registrati nel Dossier della Caritas regionale sulle Povertà (2008-2009) dal titolo “…li avrete sempre con voi” - La Caritas a servizio dei poveri, redatto da Rocco Di Santo e Lucia Surano, presentato ieri mattina nella sala convegni della Casa di Spiritualità Sant’Anna.

Per mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, presente all’incontro, «si deve parlare di nuove povertà che si attestano su più livelli: la povertà materiale, legata a forme di autodistruzione che riguarda soprattutto i giovani pronti a rischiare nel gioco d’azzardo o a perdersi nella droga e nell’alcol. A tutto questo, siamo ad un altro livello, deve aggiungersi la situazione dettata dalla crisi economico-finanziaria che ha colpito numerose famiglie che si sono trovate senza più reddito a causa della chiusura delle fabbriche e della mancanza dei posti di lavoro. Su questo fronte, però, non basta la Caritas, è necessario l’ intervento della politica che deve mettere in campo strategie in grado di portare a una redistribuzione delle risorse pubbliche».

La Caritas nazionale possiede delle strutture e una fitta rete di volontari in grado di aiutare le persone in gravi difficoltà economiche, le guida nella ricerca di un lavoro, offre loro un posto in cui rifugiarsi quando non possiedono una casa e si occupa anche degli immigrati. «In Italia - ha aggiunto Monsignore Nozza - ci sono 5 milioni di stranieri. Di questi 4 milioni sono regolari e solo 2 milioni hanno un’occupazione, e molti di loro sono riusciti ad aprire delle piccole imprese artigianali. Tuttavia è necessario rivedere la normativa che riguarda gli stranieri perché in casi di crisi economica sono i primi ad essere falciati dalla manovra finanziaria, consideriamo che grazie alle loro attività producono il 10 per cento del Prodotto Interno Lordo (Pil), sia in secondo luogo la normativa che riguarda i Centri di prima accoglienza che negli ultimi anni hanno fatto discutere soprattutto per il modo in cui queste persone venivano trattate, senza identità, senza umanità, gettate all’interno di strutture che più che luoghi di accoglienza apparivano in realtà delle carceri. Noi dobbiamo non solo guidarli e aiutarli a vivere meglio ma soprattutto tutelarli». Ma se questo è il quadro nazionale, la situazione non appare rosea neanche a Matera.

Sulla questione è intervenuto don Filippo Lombardi, direttore della Caritas diocesana che ha subito puntualizzato: «la povertà è un fenomeno in crescita, nel 2009 sono state 600 le famiglie che si rivolte alla Caritas diocesana, di queste 400 solo di Matera, 100 di immigrati e 200 hanno trovato sostegno nei Centri di Ascolto. Non si tratta solo di famiglie povere nel senso stretto, ma nell’ultimo anno sono venuti a chiedere aiuto giovani coppie che si sono trovate senza lavoro, senza la possibilità di mangiare o di pagare il mutuo della casa. Matera è stata penalizzata dalla crisi del mobile imbottito, dalla chiusura delle aziende, situazioni che hanno aggravato il fenomeno e poi sono aumentate le donne separate e divorziate con figli a carico che si sono rivolte alla struttura diocesana perché in gravi difficoltà economiche».
La Caritas diocesana inoltre possiede anche delle strutture di accoglienza. «In questi centri di accoglienza - ha sottolineato - offriamo una sistemazione temporanea a persone rifugiate e richiedenti asilo ma possiamo ospitarle in misura limitata, al massimo 15 mentre funziona abbastanza bene la tenda che abbiamo aperto lo scorso anno in cui riusciamo ad ospitare circa 60 persone. Sono misure tampone, servono degli interventi mirati se si vogliono ottenere risultati migliori».

Carmela Cosentino
la gazzeta del mezzogiorno



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