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| San Giorgio Lucano: in viaggio lungo le antiche mulattiere |
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12/11/2010 |
| In occasione della festa di tutti i santi, lunedì 1 novembre, l’associazione Protezione Civile di San Giorgio Lucano con il patrocinio dell’amministrazione comunale, ha organizzato un trekking lungo la vecchia mulattiera che in passato era via di commercio tra il piccolo borgo lucano ed Oriolo paese dell’adiacente Calabria la cui vicinanza al mare favoriva il transito di merci difficili da reperire nell’entroterra lucano. Il gruppo di circa venti partecipanti tra cui volontari del soccorso e gente comune, con a capo il sindaco Cirigliano e la sua consorte, alle prime ore dell’alba hanno intrapreso l’avventura in memoria dei tanti racconti dei loro nonni che giornalmente commerciavano lungo questi sentieri merce di ogni tipo. Ma lo spirito che animava il gruppo era il racconto narrato in questa occasione, da Giuseppe Esposito, di un tragico evento che vede luogo funesto un piccolo ponticello a ridosso di un canalone poco distante dal paese. Luogo in cui la memoria popolare, tramanda il ricordo verbale di una giovane sposa “A Zit” perché sconosciute sono le sue generalità, che nel giorno del suo matrimonio dopo i festeggiamenti avvenuti ad Oriolo, suo paese di origine, a bordo di una “tragll” slitta trainata da cavalli, adornata di fiori e nastrini e seguita dal corteo nuziale; seguendo proprio questo cammino, raggiunto il ponticello nei pressi di San Giorgio, paese dello sposo, i cavalli si imbizzarrirono e fecero precipitare il carro con a bordo la sposa ed il suo corredo in un dirupo provocandone la morte. Il tragico evento, avvenuto presumibilmente intorno al 700”, rimase indelebile nel cuore dei sangiorgesi, tanto da tramandarlo fino ai giorni nostri ed è il piccolo ponticello d’allora denominato “U Pont da Zit”, il ponte della sposa, a sancire la crudele disgrazia. Questo cammino di circa 12 Km tra i due paesi oggi viene chiamato “Il viaggio della Zita” in memoria di quella tragedia. Il percorso inizia proprio in contrada Salvistr’ e attraversando U pont’ da Zit’, ognuno con uno stato d’animo differente, si scende giù pi curv i cià f’urchet’ e si risale la fiumara di sodano. Durante il tragitto si susseguono i racconti avuti in eredità dai propri nonni che attraverso queste strade raggiungevano Montegiordano, paese sulla costa ionica, a loro dire “A prendere il bagno” in villeggiatura nei mesi estivi, portandosi i viveri da casa a dorso dei muli che dovevano servire, per tutto il periodo della permanenza. I Racconti si susseguono, con gli oriolesi si commerciava il sale a pezzi per poi macinarlo nei mortai, indispensabile per i salumi, ingrediente che spesso veniva barattato, con il peperone macinato e con il finocchietto dei taralli. Un ricordo va anche alla banda musicale di Oriolo che percorreva la mulattiera per raggiungere, attraverso i strit’uu i Riuu’, i paesi limitrofi per esibirsi in occasione delle feste, come raccontava il defunto, Pasquale Franchino, uno dei membri del gruppo musicale. Ma il ricordo ancora vivo tra i viandanti è quello delle fiere degli animali ad Oriolo, perché alcuni hanno avuto il piacere di farlo è proprio l’inerpicarsi “allù pitt’ i Sant Antonii” in quanto per coloro che accompagnavano a piedi gli animali alla fiera, la sua dura salita, rappresentava l’ultimo sforzo al raggiungimento della meta. Ricordi di un'epoca trascorsa in cui alla vendita di un animale era legato il sostentamento dell’intera famiglia per tutto l’anno e poi era un evento a cui non si poteva mancare, rappresentando uno delle poche occasioni d’incontro tra le famiglie, perché tra questi due paesi quello della sposa morta accidentalmente non era l’unico matrimonio, molti altri sono stati celebrati tra sangiorgesi ed oriolesi. L’arrivo dei ragazzi in paese è stato accolto con piacere dal sindaco di Oriolo, Francesco Colotta, accompagnato dagli assessori Simonelli e Battarino, che dichiarano di essere entusiasti dell’iniziativa e di voler ricambiare a breve, promuovendo una partita di calcio tra i due paesi. La comitiva sangiorgese è stata invitata dal professor Vincenzo Toscani, alla visita del Castello dando loro delle nozioni storiche sulle sue origini e dei legami intercorsi con il loro paese. Il saluto finale tra i due sindaci è stato quello di prendersi l’impegno di rispolverare un vecchio progetto stradale che vedeva legati i due paesi, attraverso un traforo nei pressi del fiume Sarmento, per unire la Sarmentana, bretella stradale dalla Sinnica che porta alla Salerno-Reggio o strada d’accesso al Pollino, con la Fondo Valle di Oriolo che porta al mar Ionio nei pressi di Amendolara.
Luigi Drogo |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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