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| Maltempo Basilicata chiede stato di calamità |
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9/11/2010 |
| La Regione Basilicata chiederà lo stato di calamità naturale per “i gravi danni provocati all’agricoltura dalle piogge e dagli allagamenti degli ultimi giorni”, che hanno provocato danni stimati in dieci milioni di euro. La giunta regionale della Basilicata ha infatti approvato la delibera per la richiesta al governo dello stato di calamità: secondo i primi rilievi sopralluoghi, solo nell’area del Metapontino i danni sarebbero di circa tre milioni di euro.
“Stiamo mettendo in campo tutto il nostro impegno – ha detto il governatore lucano, Vito De Filippo, in una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – per dare risposte al mondo agricolo in tempi brevi, nella certezza che il governo non farà mancare alle aziende quanto già riconosciuto alle imprese agricole in altre aree del Paese”.
“La situazione nelle aree rurali compite da questa ondata di maltempo può definirsi sicuramente eccezionale. Non solo sono state distrutte le coltivazioni, ma sono state anche danneggiate anche case coloniche, stalle, strade, acquedotti e altre strutture a servizio delle aree rurali per rimettere a posto i quali sono necessarie le risorse di Protezione civile e governo che si sono già attivati per altre realtà”. E' quanto ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura, Vilma Mazzocco, nel corso di un sopralluogo nelle aree maggiormente colpite dal maltempo. I danni, in tutta la Basilicata, sarebbero stimabili in circa dieci milioni di euro per le sole strutture e agli impianti arborei, poichè – è scritto in una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale - “le colture erbacee sono escluse dal computo” dei danni per la dichiarazione dello stato di calamità.
“Da parte nostra c'è l’impegno – ha aggiunto De Filippo – a lavorare con la massima celerità, e per questo un grazie va a tutti i tecnici impegnati da giorni negli uffici e sul territorio. Al mondo agricolo voglio assicurare che la Regione, anche in questa occasione, gli sarà al fianco”.
Gazzetta del mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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