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| Violenze a ballerina di night club 2 arresti a Melfi |
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2/11/2010 |
| In aperta campagna, otto uomini (due fermati e gli altri sei da identificare) l’hanno picchiata e violentata brutalmente, ma lei, ballerina nigeriana di un night, si è difesa dal branco strenuamente ed è riuscita a evitare che lo stupro si completasse: per la donna 33enne, una serata di lavoro come tante altre si è trasformata in una notte da incubo. Questa nuova storia di violenza si è consumata a Melfi (Potenza).
Nel centro storico della città federiciana, da poche settimane, è stato aperto un night club. È la notte tra sabato e domenica, all’interno del locale vi sono cinque-sei ballerine e alcune decine di clienti; intorno alle 4, due di questi si «offrono» di accompagnare la donna nigeriana in albergo. C'è qualcosa di strano, perchè, solitamente, lo fanno gli uomini dello staff (su cui i Carabinieri stanno facendo ulteriori indagini per accertare eventuali complicità). I due giovani - entrambi hanno 25 anni e diversi reati alle spalle – cambiano subito strada, non si dirigono verso l’albergo, vanno verso la periferia di Melfi. La donna, allora, intuisce che per lei le cose si stanno mettendo male. Prova a chiamare una sua amica, ma i due giovani le strappano il telefono cellulare dalle mani e staccano la batteria.
In contrada Crocifisso, fermano l’automobile, costringono la donna a scendere e cominciano a picchiarla e a violentarla. Vogliono completare lo stupro, lei si difende con una forza incredibile, anche quando sul posto arrivano altri sei uomini. Secondo i Carabinieri, non c'è stato bisogno di telefonate, l’"appuntamento" era stato già fissato prima, forse all’esterno del locale. La donna resiste al branco, e uno degli otto aggressori, impietosito o forse molto più semplicemente spaventato dalla violenza che «avrebbe potuto portare – ha spiegato in conferenza stampa il Comandante della compagnia di Melfi dei Carabinieri, tenente Vincenzo Varriale – a conseguenze molto più gravi», convince tutti gli altri ad andar via.
Intanto sul posto arrivano i Carabinieri, avvertiti «da una segnalazione». Trovano la donna in evidente stato di shock, parla poco l’italiano, ma riesce a far capire quello che è successo e a descrivere almeno i primi due aggressori. In ospedale le curano le ferite, giudicate guaribili in sette giorni. I militari, anche grazie ad alcune testimonianze e alle riprese dell’impianto di tele-sorveglianza interna ed esterna del locale, individuano i due «accompagnatori»: li fermano con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo e lesioni personali . E nelle prossime ore, il pm Renato Arminio - che ha disposto il fermo per i due giovani – potrebbe chiedere al gip altri arresti.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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