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| Domani a castelluccio, il "CastKartuga" |
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30/10/2010 |
| Domani l’appuntamento consueto di metà autunno a Castelluccio Inferiore. Il paese del Pollino per un’intera giornata diventerà, per la quarta volta consecutiva, il circuito cittadino del “Trofeo CASTKARTUGA- memorial Simone Prince ”, l’evento che punta a recuperare l'antica tradizione popolare della costruzione artigianale dei “carretti”.
Un evento che, tra gli obiettivi, ha anche quello di sensibilizzare sopratutto il mondo giovanile al riciclo e alla creatività “ecocompatibile”. Perchè i carretti, che sono rigorosamente manufatti artigianali, saranno premiati non soltanto per la velocità dimostrata in gara, ma anche e soprattutto per l'originalità. Quest'anno al Trofeo saranno circa 10 i carretti provenienti da Castelluccio e dai paesi limitrofi, che si sfideranno lungo lo stesso tracciato delle precedenti edizioni. Lungo oltre un chilometro tutto in discesa, il percorso prevede 7 curve capaci di creare la giusta competizione.
L’evento è organizzato dall’associazione culturale castelluccese “Infusi lucani”, sempre più promoter di iniziative culturali sul Pollino. Un’associazione che, composta da numerosi giovani del posto, è anche una sorta di cartina di tornasole per valutare le opportunità offerte proprio ai giovani, nell’area sud Basilicata. “Nonostante la grande passione e la validità di iniziative culturali che hanno un’alta risposta in termini di presenze e di aspettative popolari- spiega il presidente dell’associazione Davide Rossi- purtroppo riscontriamo la necessità di ridimensionare un evento come il CastKartuga, perché, per colpa dell’annoso problema dello spopolamento, è sempre più difficile riuscire a far tornare i tanti associati che per studio o per lavoro vivono fuori regione, in periodo dell’anno particolari come, per esempio, la fine di ottobre. Per questo la volontà di operare nel campo della cultura e delle iniziative pubbliche, deve necessariamente scontrarsi con la realtà dei fatti, che, dopo diversi anni e nonostante le diverse esperienze fatte nel campo della formazione, non consente ai giovani di lavorare veramente in questo campo”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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