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| Intesa sul credito fra Regione, Abi, Confindustria e Api |
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29/10/2010 |
| I ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione tra i fattori alla base della mancanza di liquidità che interessa i settori produttivi. Così Regione e settore bancario locale hanno deciso di andare in soccorso delle imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione, siglando oggi a Potenza un Protocollo d’Intesa con Confindustria Basilicata, Api Potenza e Api Matera in materia di Certificazione di crediti delle imprese e successivo smobilizzo presso il sistema bancario.
L’accordo, che avrà validità fino al 31 dicembre 2010, definisce le seguenti modalità:
- l’ente pubblico, su richiesta dell’impresa creditrice, verifica la sussistenza ed esigibilità del credito, nonché l’esistenza del relativo provvedimento di liquidazione da parte dell’Ufficio competente e rilascia un’apposita certificazione nella quale sono indicate le somme di cui l’impresa è creditrice e la data entro cui la Regione pagherà detta somma;
- la banca valuta la concessione di anticipazioni sui crediti così certificati, a condizioni vantaggiose e liberamente pattuite in termini di tasso di interesse applicato all’operazione, entità dell’anticipo (fino al 100% del credito certificato) e durata dello stesso (anticipo “a breve”);
- nella certificazione è indicato il termine entro il quale l’ente pubblico provvederà al pagamento del credito. Eventuali proroghe del termine saranno concordate con il debitore e la banca.
L’iniziativa intende rispondere all’esigenze di liquidità delle imprese, acuite dall’attuale periodo di crisi, e che causano tensioni finanziarie che penalizzano le attività economiche e l’occupazione.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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