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| Terranova:"Voglio che mio figlio disabile abbia ancora l'insegnante di sostegno" |
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25/10/2010 |
| Riceviamo e pubblichiamo una struggente lettera di un padre, residente a Terranova di Pollino, che ha intrapreso una sua personale battaglia per non consentire che il figlio, affetto da disabilità, perda l’insegnante di sostegno per l’ultimo anno di scuola.
La lettera è stata indirizzata anche al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale e, per conoscenza, al dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore di Senise, che il ragazzo frequenta.
“Sono il padre di Gianluca Guarino nato il 6 ottobre 1988, disabile perché affetto da ritardo mentale. Mio figlio frequenta la quinta classe per geometri nell’Istituto Statale di Istruzione di Senise. Anche quest’anno l’ASL ha proposto diciotto ore settimanali di sostegno.
Le autorità scolastiche regionali , contro il parere espresso dai competenti servizi specialistici sotto il profilo sanitario e psicologico, hanno semplicemente tolto il docente di sostegno.
Probabilmente hanno ritenuto che dopo il 21° anno terminasse l’attività,
confondendo l’invito come obbligo. Invece le linee guida “ mirano ad innalzare il livello qualitativo degli interventi formativi ed educativi sugli alunni portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali”.
Con la legge n. 18 del 3 marzo 2009 il Parlamento Italiano ha ratificato finalmente la “ Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità”. L’art. 24 della Convenzione riconosce “ il diritto all’istruzione delle persone con disabilità …” garantendo “ un sistema di istruzione inclusivo a tutti i livelli ed un apprendimento continuo lungo tutto l’arco delle vita…” La Corte Costituzionale Italiana con sentenza n.215 del 3 giugno 1987 già ha riconosciuto questo diritto senza limiti di durata e di età.
Dopo questa documentazione che un amico, gentilmente , mi ha scaricato, io come padre vi chiedo che mio figlio continui ad avere il docente di sostegno per 12ore in quest’ultimo anno di conclusione del suo ciclo di studio.
Resto in attesa di una risposta ai sensi della legge 241/90.
Distinti Saluti
Carmine Guarino”
nella foto: Gianluca con la madre
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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