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Potenza: due foglie in grembo ad Elisa. Il sottotetto fu aperto

22/10/2010



Il corpo di Elisa Claps fu trovato da qualcuno d’estate: ad aprire questa pista agli inquirenti sono due foglie, trovate nel grembo della ragazza. Foglie di età diverse, la cui compresenza in un luogo chiuso è difficile giustificare, stando a quello che si sa fino a oggi: è cioè che il corpo sia rimasto sepolto sotto un cumulo di tegole almeno fino al gennaio 2010.
Proprio la perizia botanica fa luce adesso sul controverso ritrovamento del cadavere della ragazza di Potenza, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, confermando il sospetto che la salma potrebbe essere stata scoperta molto prima del ritrovamento ufficiale del 17 marzo scorso. Secondo l'accusa anche ben prima, quindi, del mese di gennaio: quando cioè qualcuno della parrocchia avvertì il viceparroco, che poi avrebbe taciuto la notizia per di paio di mesi, come trapelò la scorsa primavera.
Il primo ritrovamento – è questa l’ipotesi su cui si indaga secondo quanto trapela da fonti giudiziarie - potrebbe risalire addirittura all’estate 2008. Proprio l’estate è la stagione di fioritura delle piante oggetto della analisi. La consulenza di Alessandro Travaglini, il botanico cui è stato conferito l’incarico nell’ambito dell’incidente probatorio aperto la scorsa primavera, è stata depositata nei giorni scorsi in Procura. Il gip di Salerno Attilio Franco Orio chiedeva di eseguire in particolare l’analisi di “due foglie di colore scuro rinvenute addosso al cadavere”.
Erano complessivamente 12 i reperti vegetali da analizzare: due foglie, e 10 semi alati. “Lo stato di conservazione dei reperti non è omogeneo - scrive Travaglini – alcuni sono molto danneggiati, facendo pensare a un periodo abbastanza lungo di permanenza sul sito di rinvenimento. Per altri lo stato di conservazione è decisamente migliore, il che fa pensare a un arrivo successivo”.
“Qualora il sito di rinvenimento presentasse aperture – aggiunge - apparirebbe plausibile che i vari frutti alati siano potuti arrivare (trasportati dal vento o da uccelli) in tempi diversi nel sito di rinvenimento”. L'accertamento tecnico è stato svolto presso il laboratorio del dipartimenti di Biologia dell’Università degli di Roma 'Tor Vergatà.
“I reperti vegetali consegnati sono 'samare' – spiega ancora il perito – frutti secchi monospermi e indeiscenti prodotti da diverse specie arboree come aceri, olmi, frassini e ailanti”. Le prima foglia individuata proverrebbe rispettivamente da un Ailanthus altissima Mill. Swingle; la seconda potrebbe essere attribuibile all’Acer Opalus Mill.
Gazzetta del Mezzogiorno



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