|
| «Carica» alle poltrone negli enti lucani 4.400 i nomi in corsa |
|---|
17/10/2010 |
| Ondata di domande frutto di un’illusione: quella di poter concorrere alla pari, sulla base di una laurea, competenze acquisite, esperienza. Ma l’infornata di nomine negli enti sub-regionali si rivelerà, come sempre, una «valvola di sfogo», il risultato di intese tra partiti per piazzare questo o quell’amico. Che magari è reduce da una bocciatura alle elezioni. Siamo quasi alla resa dei conti per le nomine di competenza di giunta e consiglio regionale. Martedì l’assemblea si riunirà e all’ordine del giorno di una seduta molto nutrita ci sono proprio gli incarichi da assegnare.
Con tutta probabilità non solo la discussione slitterà al 25 ottobre, ma si annuncia un epilogo che è diventato consuetudine: non si troverà un accordo e scatteranno i poteri sostitutivi del presidente del consiglio regionale, così come previsto dalla legge 32 del 2000. Il quadro delle domande presentate, anche se il bando è scaduto il 7 ottobre scorso, non è completo. I consiglieri regionali, infatti, hanno tempo fino alla mezzanotte di oggi per presentare un proprio candidato. Che, naturalmente, avrà l’imprimatur politico necessario per tagliare il traguardo. Traduzione: i cittadini che si sono proposti, senza «santi in paradiso», saranno soltanto «zavorra».
Numeri e basta. Complessivamente le istanze presentate per i vari enti sono circa 4.400. Passando in rassegna le postazioni più ambite, vediamo nel dettaglio quanti sono i pretendenti: per il posto di direttore dell’Arbea 62 domande (72 per il comitato di indirizzo); per il direttore dell’Arpab 63, per l’amministra - tore dell’Ater di Potenza 66 e dell’Ater di Matera 54. Al Corecom (5 componenti tra i quali il presidente) ambiscono 210 persone mentre per l’Ardsu (3 posti compreso il presidente nel comitato paritetico) sono state presentate 163 domande. Ci sono poi postazioni meno «pregiate» (dal punto di vista economico) per le quali, però, non manca l’interesse. Si tratta di commissioni di cui in tanti ignorano l’esistenza (chi conosce il comitato paritetico per le servitù militari?) e di commissioni che in cinque anni si saranno riunite al massimo una volta, all’atto dell’insediamento. Sul fronte dei revisori dei conti, per l’Ardsu sono state presentate 206 domande, 225 all’Ar pab, 215 all’Arbea, 217 all’Apt, 197 all’Asi di Potenza e 181 al consorzio industriale di Matera. Tanti numeri, qualche nome eccellente. Spulciando tra le domande scopriamo che nella quasi totalità dei casi amministratori e presidenti uscenti si sono ricandidati. È quanto hanno fatto, ad esempio, Vincenzo Sigillito dell’Arpab e Raffaele Vita dell’Ater di Potenza. C’è chi sente di poter occupare qualsiasi incarico e presenta la domanda per tutti gli enti (Carmine Nigro) o chi va dritto alla meta come Antonio Di Sanza che ambisce a dirigere l’Ater di Matera (nell’elenco figura anche il consigliere provinciale di Matera Nicola Tauro) e in alternativa alla commissione dei lucani nel mondo. Qualcuno, come Antonietta Botta, presidente uscente della commissione pari opportunità, conta di riciclarsi in altri organismi. Spuntano anche nomi di ex consiglieri regionali come Giacomo Nardiello che punta al comitato per le politiche del lavoro. Trova sulla sua strada la concorrenza di An - tonio Papaleo, storico leader lucano della Cisl. Per la commissione dei lucani nel mondo punta alla riconferma Pietro Simonetti «incalzato» dal sindaco di Oppido Lucano, Rocco Pappalardo. Tra chi intende raccogliere l’eredità di Lo - redana Albano al Corecom, infine, spuntano anche nomi di giornalisti di lungo corso come Pino Anzalone e Ma - rio Isoldi. Per il ruolo di direttore generale dell’Apt (di competenza della giunta) i rumors parlano di una candidatura - non formalizzata da una domanda del diretto interessato - di Gae - tano Fierro che potrebbe essere il nome speso dall’U d c.
di MASSIMO BRANCATI
Gazzetta del mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |