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| Senise: 4 persone in 15 metri quadrati in attesa dell'alloggio popolare |
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12/10/2010 |
| Quattro persone in uno spazio grande quasi 16 metri quadrati. Padre, madre e due figli la cui vita è scandita da 4 pareti, nel cuore del Centro Storico di Senise, in via Mancini numero 20. Vivono così Rocco Grandinetti e la sua famiglia, che quotidianamente devono inventarsi modi nuovi per “sfruttare” il poco spazio nel quale abitano. Uno spazio in cui hanno ricavato un piccolo soppalco che, nella metratura generale non si può neanche conteggiare per quanto è angusto.
La famiglia Grandinetti si affida alla stampa per segnalare la situazione. “Perché- dicono- il paradosso è che non siamo nemmeno rientrati nella graduatoria per ottenere subito un alloggio popolare. Per due punti siamo stati scavalcati da altri”. Per questo è stato fatto un primo ed un secondo ricorso, rigettati entrambi. Entrare nel merito di come sia potuto accadere una cosa del genere vuol dire anche capire che esistono altri casi simili dove, però, non c’è il mancato rispetto delle leggi. Lo abbiamo chiesto al Comune. Quando la famiglia Grandinetti compila la domanda per ottenere l’alloggio pone il contrassegno sulla voce “antigienicità” e non su quella “inabitabilità”. In sede di commissione composta da un funzionale del Comune, dell’Ater, di un sindacato e presieduta dal segretario comunale, la domanda di Grandinetti viene ritenuta idonea ma, come le altre, deve essere sottoposta a controllo. “Un controllo fatto mediante sopralluogo dai tecnici comunali- come spiega l’assessore alle Risorse Umane, Patrimonio e Sanità Antonio Corizzo- che attesta che, secondo la legge, i quasi 16 metri quadrati di via Mancini non sono antigienici. Sarebbero, tuttalpiù, inabitabili ma, sempre secondo il regolamento, i tecnici non possono esprimersi su un parametro che non compare nella richiesta di alloggio popolare. Uno sbaglio a monte, dunque, che però non giustificherebbe l’esclusione di altre richieste idonee e corrette per fare spazio a quella di Grandinetti”. Ma l’errore è doppio. Perché sarebbe bastato produrre una perizia di un qualsiasi tecnico abilitato per presentare un ricorso in seconda commissione. Grandinetti (ora 32esimo in graduatoria) ha in mano un verbale dell’Asl del 2008, che sancisce l’inabitabilità della struttura. Ma l’Asl è, in questo contesto, un organo chiamato impropriamente e la sua perizia non fa testo. Il ricorso al Tar presentato dal legale della famiglia viene respinto in quanto, formalmente, i destinatari sono sbagliati: occorreva farlo contro la Commissione Provinciale, non contro il Comune né contro l’Ater che, in questa fase, non hanno voce in capitolo. Insomma, un grattacapo di non poco conto. “Nel pieno rispetto di tutti i richiedenti- spiega Corizzo- penso che, guardando alla graduatoria, in pochi mesi si potrebbe risolvere il problema. Invitiamo, comunque, i cittadini a chiedere informazioni o suggerimenti qui al Comune, perché spesso un piccolo errore nelle domande può precludere l’ottenimento celere di importanti diritti. Noi cerchiamo di seguire ciò che la legge regionale prevede per regolamentare in maniera corretta e definitiva la concessione degli alloggi”.
“Grazie alla sensibilità e alla collaborazione tra il Comune e l’Ater, nella figura dell’amministratore unico Raffaele Vita, in questi ultimi anni stiamo cercando di risolvere l’annoso problema delle case popolari”. E’ il commento dell’assessore comunale Corizzo, che fa un quadro dettagliato della vicenda degli alloggi a Senise, con l’aiuto del comandante della Polizia Municipale Antonio Bruno. “Fino a due anni fa la situazione del patrimonio comunale era molto difficile- continua- nei fatti abbiamo 40 alloggi realizzati in seguito alla frana ’86 e 10 locali commerciali. Di questi tutti erano occupati senza contratto a vario titolo. Dei 40 adesso ne abbiamo a disposizione del Comune 12, altri 9 sono stati interessati da sanatorie. Fino a pochi anni fa le casse comunali non percepivano nulla. Oggi, solo dai locali commerciali il Comune percepisce circa 22mila euro all’anno”. “Stiamo via via verificando la situazione generale- spiega il comandante Bruno- perché esistono alloggi non abitati, casi in cui l’assegnatario è deceduto o si è trasferito, casi in cui risulta che l’alloggio sia abitato in maniera illecita e così via”. Il lavoro della Polizia Municipale sarà certosino, se necessario utilizzando il metodo del porta a porta, per avere una mappatura definitiva e completa della situazione delle case popolari a Senise. Attualmente la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi arriva a toccare la 98esima posizione.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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