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| Sant’Arcangelo, il panettiere scomparso è in Germania |
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9/10/2010 |
| "Non ho ricevuto nessun telegramma. Giovedì sera, poco dopo le 19:00, mi ha telefonato il maresciallo dei carabinieri e mi ha detto che mio marito era stato rintracciato in Germania. Mi ha detto di stare tranquilla perché lui sta bene. Tanto mi è bastato". Sono le parole della signora Antonietta, moglie di Pasquale Castronuovo, il panettiere di Sant’Arcangelo di cui si sono perse le tracce dallo scorso 8 agosto. Abbiamo contatto la signora nella serata di ieri, esattamente a 24 ore dalla notizia del presunto telegramma. La donna ha aggiunto di non aver capito bene se il coniuge ha contattato direttamente i carabinieri o se questi siano stati informati dalle autorità tedesche. "Non mi sono preoccupata dei particolari. Ho appreso che mio marito è vivo. Questa la cosa importante! Sul fatto che abbia detto di non voler rientrare, non saprei. Il maresciallo mi ha detto che oggi (venerdì ndr) non sarebbe stato in caserma e che sarebbe rientrato lunedì. Lunedì ne saprò di più e non avrò problemi a riferirvene. Per ora, prego voi giornalisti di non scrivere fesserie perché qualcuna in questi mesi l’ho letta". Per non “scrivere fesserie”, abbiamo provato a sapere qualcosa dalle fonti ufficiali. I carabinieri del posto non ci hanno potuto aiutare perché, nel momento in cui abbiamo telefonato, in caserma c’era solo un agente di rientro dalle ferie, quindi non informato sulle ultime. Dagli uffici del Ministero degli Esteri, il funzionario di turno ha riferito di non avere nessuna notizia al riguardo. Abbiamo inoltrato richiesta via mail ai colleghi dell’ufficio stampa del ministero -come gli stessi ci hanno suggerito- ma, nel momento in cui scriviamo, nessuna risposta è giunta. A questo punto rimangono i consolati. Non conoscendo la città dove Castronuovo è stato ritrovato, le nostre ricerche si fermano. La signora Antonietta, tra l’altro, ha riferito di non conoscere nomi di città tedesche dove il marito è stato da ragazzo.
Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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