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| Fonti rinnovabili, troppe richieste in Basilicata |
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4/10/2010 |
| La «fissa» per le energie rinnovabili la hanno. Senza alcun dubbio. Come dimostrano i numeri sulle nuove richieste di allacciamento che sono state presentate in questo ultimo periodo all’Enel. Questo interesse dei lucani, però, ora comporta un rischio concreto: quello di realizzare «cattedrali nel deserto», impianti inferiori ad un mega watt che, però, non possono utilizzare e vendere energia. Il motivo? Semplice: le centraline di allacciamento sono in fase di esaurimento. Gli impianti esistenti sul territorio lucano, infatti, non sono sufficienti a sostenere il carico di richieste esistenti. In poche parole, in Basilicata le centraline di media tensione o sono già esaurite o sono in fase di esaurimento. Il che significa che coloro che vogliono vendere l’energia prodotta da fondi rinnovabili dovranno attendere come minimo dai 24 ai 36 mesi prima che una nuova centralina possa essere realizzata.
Ma per capire meglio la situazione spulciamo tra i dati: tra il 2008 e il 2010 su tutto il territorio nazionale l’Enel ha ricevuto circa 60mila richieste di connessione alla rete per impianti di produzione da fonte rinnovabile con un totale di oltre 10mila megawatt. Per la sola Basilicata le richieste di connessione riguardano 3800 impianti per un totale di oltre 2200 mega watt di potenza, pari al 20 per cento del totale nazionale. A cui bisogna aggiungere le richieste per i grandi impianti che vengono indirizzate direttamente a Terna (con una potenza complessiva, quindi, di gran lunga più alta di quella prevista nel Piano di indirizzo energetico ambientale regionale). Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la rete di una regione è dimensionata sulla base dei carichi di assorbimento e che nel 2009 la Basilicata ha registrato una punta massima di carico giornaliero della rete di 318 mega watt.
Paragonando i due numeri (i 2200 mega watt delle richieste con i 318 mega watt della punta massima di assorbimento) si può comprendere la dimensione della sproporzione tra le nuove richieste di connessione e il fabbisogno reale della regione. Per fronteggiare la situazione, infatti, bisognerebbe procedere almeno al raddoppio degli impianti esistenti di distribuzione di energia elettrica. Insomma, una situazione difficile. Ma forse anche di più considerato che solo per una piccola parte delle richieste di allacciamento è stato ultimato l’iter autorizzativo dell’impianto e che quindi oggi non è possibile quantificare quanti di questi impianti saranno effettivamente realizzati.
Un problema nel problema, dunque. Indubbiamente, ma con il rischio di concedere fondi per impianti che potrebbero rimanere «improduttive». Come nel caso degli agricoltori che grazie al Programma di sviluppo rurale 2007 - 2013 possono usufruire di due bandi per la diversificazione in attività non agricole e per gli investimenti per la produzione, l’utilizzazione e la vendita di energie da fonti rinnovabili in cui la Regione stanzia 13 milioni e 600mila euro (7 milioni di euro per un bando scaduto il primo giugno scorso e 6,6 milioni di euro per un bando scaduto nel 2009). In entrambi i casi il contributo massimo previsto varia: per il bando del 2009 fino ad un massimo di 200mila euro, per l’altro di 500mila euro. Soldi che servono proprio per la realizzazione di microimpianti per la produzione di energia eolica, solare ed idrica da realizzare entro 36 mesi dalla concessione. Impianti che di fatto verrebbero costruiti ma che - senza allacciamento all’Enel - potrebbero non partire.
Antonella Inciso
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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