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| I precari bruciati dal rischio dissesto di Apof-Il |
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3/10/2010 |
| Il rischio è concreto, anzi concretissimo: se non si interviene subito l’Apofil, l’a g enzia per la formazione e l’orientamento di Potenza, rischia il dissesto economico. In cassa ad oggi ci sono solo 40mila euro. Spiccioli rispetto ai fondi necessari per risanare la situazione: 6 milioni di euro in tutto. Tre milioni di euro per chiudere le necessità di liquidità ed altri tre milioni di euro per programmare le attività. Senza questi soldi i vertici dell’ente non potranno pagare i fornitori, le bollette e programmare le attività. Ma non solo. Se la Provincia decide di non anticipare i fondi a rischio sono anche gli stipendi dei 164 addetti a tempo indeterminato che lavorano nell’e n t e. Insomma, una situazione al limite del collasso. Uno stato di cose che ogni giorno che passa diventa sempre più difficile e che mette a rischio ulteriori posti di lavoro, oltre quelli dei precari (circa una cinquantina) che sono a casa ormai dal mese di magg io. Eppure l’allarme era stato lanciato da tempo.
Da mesi per la precisione, quando la Provincia aveva «battuto cassa» nei confronti della Regione chiedendo il rispetto dell’accordo siglato a gennaio 2010 che prevedeva il trasferimento di circa 4 milioni di euro (provenienti dal fondi europei PO Fse 2007-2013) e lo stanziamento dei fondi provenienti da leggi nazionali assegnati alla Regioni (pari a 707mila euro). In tutto 4 milioni e 700mila euro che sono, comunque, insufficienti rispetto al fabbisogno dell’agenzia. Tra le spese del personale (precari compresi) e quelle di gestione infatti, all’Apofil servono in tutto 10 milioni e mezzo di euro. Tolti i circa 4 milioni e mezzo già previsti da trovare restano 6milioni di euro. Una bella cifra ma dove prenderla? La Provincia si è rivolta alla Regione che ha studiato anche alcune soluzioni come l’avvio di vari progetti ma oltre le promesse non si è ancora andati. Come dimostrano le misure legate al pacchetto anti-crisi o il progetto di inclusione sociale dell’autorità giudiziaria. Il secondo promesso e non ancora attivato, il primo mai notificato (nonostante proprio su questa misura come recita una delibera regionale del 16 dicembre 2009 vi sia una dotazione di ben 18 milioni e 900mila euro e l’Apofil nel tavolo di maggio abbia chiesto solo 2 milioni e mezzo di euro).
Se il pacchetto anti - crisi resta sulla carta, però, problemi si registrano anche sul fronte dell’o bbligo formativo che dovrebbe riprendere lunedì. I soldi disponibili ad oggi, infatti, consentono le attività solo fino al 31 dicembre 2010. Per i mesi successivi i soldi non ci sono. Il che significa che se non si troveranno altri fondi i ragazzi potrebbero interrompere le loro attività a fine anno. Insomma, considerato che i numeri non si interpretano ma si leggono, la situazione appare indubbiamente complessa e difficile. Lo sanno i vertici dell’agenzia, lo sanno i dipendenti, lo sanno anche i precari che fino a maggio lì lavoravano e che lunedì saranno di nuovo sotto la sede del Consiglio Regione per manifestare. Lunedì, infatti, la quarta commissione consiliare regionale su questa questione audirà il presidente della Provincia Lacorazza (confronto che segue quello dell’assessore regionale alla formazione, Mastrosimone) e i lavoratori non vogliono perdere l’occasione di essere lì a far sentire la loro voce.
Antonella Inciso
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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