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A Lagonegro si ferma il cantiere

1/10/2010



Di nuovo problemi sui cantieri del secondo macrolotto della Salerno – Reggio Calabria. Rescisso il contratto ad un’Associazione temporanea d’imprese (Ati) impegnata nei lavori di ammodernamento del tratto lucano dell’autostrada. Il motivo, a sentire i sindacati di categoria, Fillea, Filca e Feneal di Potenza e Salerno, sono le gravi inadempienze di contratto. L’Associazione temporanea di imprese è quella composta da Icet (capofila), Geko e Presider. La rescissione riguarda sia la sola Icet sia l’Ati perché anche se tutte e tre le ditte sono impegnate sullo stesso cantiere, all’epoca sono stati fatti affidamenti diversi. Il cantiere è quello vicino alla svincolo di Lagonegro, in direzione nord. Per la verità si tratta di una rescissione quasi annunciata. Più volte da quando sono iniziati i lavori, sindacati e operai sono scesi sul piede di guerra per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi. Se la Icet non pagava gli stipendi alle maestranze non poteva incassare gli stati di avanzamento dei lavori (i cosiddetti Sal) e di conseguenza anche il Durc (documento unico per la regolarità contributiva) risultava irregolare. Anche stavolta Sis si è accorta che l’impresa casertana non era in regola con il Durc. Ma questa volta, a differenza delle altre volte, è scattata la rescissione sia per la Icet sia per l’Ati. Che cosa succederà ora? Ci sono trenta giorni di tempo per mettersi in regola, altrimenti i lavori saranno affidati ad un’altra impresa. Non è escluso che a proseguire i lavori possa essere una delle altre due ditte facenti parte dell’Associazione temporanea di imprese, oppure la stessa Sis. Per ora, però, sono solo ipotesi. Intanto i sindacati hanno già chiesto al General contractor di farsi carico del pagamento delle spettanze sia economiche sia contributive ai lavoratori, come previsto dal protocollo sottoscritto a suo tempo a Roma. Qual ora il cantiere verrà smantellato, le tre sigle sindacali di categoria fanno sapere che si renderà necessario un incontro per trovare una soluzione finalizzata alla salvaguardia dei posti di lavoro. Dunque, ancora problemi legati al mondo del lavoro in Basilicata, ed in particolare nell’area sud. Sempre sul secondo macrolotto Padula – Lauria della Salerno – Reggio Calabria, a sentire i sindacati, ci sono anche altre imprese che non sono puntuali nel pagamento delle spettanze ai loro lavoratori.
PINO PERCIANTE
Gazzetta del Mezzogiorno


A3, un protocollo contro la criminalità

Porte chiuse per la criminalità organizzata sui cantieri del tratto lucano della Salerno Reggio-Calabria. Ieri pomeriggio, alla Prefettura di Potenza è stato siglato un protocollo d’intesa, che riguarda il terzo macrolotto della A3, ossia l’ultimo tratto lucano, che si estende per circa nove chilometri, dallo svincolo di Lauria Nord a poco dopo lo svincolo di Lauria Sud.
Il documento, già approvato dal Comitato di coordinamento per l’al - ta sorveglianza sulle grandi opere pubbliche, è stato firmato ieri pomeriggio a Potenza dal Prefetto di Potenza, Luigi Riccio, dalla società Grandi lavori Fincosit, dall’Anas e dalle organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil.
Un protocollo analogo è stato firmato nel 2008 relativamente al secondo macrolotto dell’autostrada, tra le prefetture di Potenza e di Salerno, l’Anas e la Sis, riguardante il tratto dove sono attualmente in corso i lavori, e cioè quello tra lo svincolo di Padula e quello di Lauria. Rispetto a due anni fa la grande novità del protocollo firmato ieri, come ha sottolineato il prefetto, è la presenza dei sindacati, che siederanno insieme alle forze dell’ordine ad un apposito tavolo per il monitoraggio dei flussi di manodopera. Il tavolo sarà presieduto dal coordinatore del gruppo interforze della Prefettura, con la partecipazione di un rappresentante della Direzione provinciale del lavoro e dei sindacati di categoria.
Gli altri obiettivi del protocollo d’intesa, illustrati dal Prefetto, sono «diretti a “controllare” in profondità eventuali infiltrazioni mafiose negli appalti e nell’esecuzione dei lavori, intensificando i controlli nei cantieri, sulle forniture, dai mezzi, ai servizi, alle materie prime, e sugli appalti». Soddisfazione, infine, è stata espressa dal prefetto, per come sta funzionando il protocollo siglato nel 2008.
«I protocolli per la legalità , che sono nati qualche anno fa nel segno di un grande scetticismo - ha detto il capo compartimento Anas Marzisono ormai diventati uno strumen to indispensabile per poter lavorare non solo nelle aree a maggiore rischio di infiltrazioni criminali, ma su tutto il territorio e ad ogni firma diventano strumenti sempre più completi».
Insomma, il protocollo di intesa contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, che già nel 2008 venne salutato con grande soddisfazione, come un grande strumento di trasparenza nei mega appalti pubblici, sta continuando con suc cesso la sua strada. Con la novità che adesso, ad essere sotto stretta osservazione non sono soltanto i mezzi e le materie prime impegnati sui cantieri, ma anche i flussi di manodopera. Insomma, uno strumento in costante evoluzione per controllare in profondità il procedere dei lavori nei mega appalti pubblici che, in ogni parte di italia, non mancano mai di attirare gli «appetiti» della criminalità organizzata.
GIOVANNA LAGUARDIA
Gazzetta del Mezzogiorno



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