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| "Mio figlio, disabile, senza un bagno in un hotel a 4 stelle" |
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30/09/2010 |
| Stefano ha 15 anni e frequenta il Liceo Scientifico di Laurenzana. Come molti fa il pendolare dal paese nel quale vive, Calvello. Stefano è tanto giovane quanto forte. Ha dentro di sé tutta la forza che occorre per affrontare la dura prova della malattia, che nel suo caso si chiama distrofia muscolare di Duchenne, che da un po’ di anni lo ha costretto a vivere su una sedia a rotelle. Stefano è alla ricerca della normalità e spesso questo ha il prezzo della battaglia. Una battaglia che due anni fa ha vinto quando è riuscito ad ottenere la rampa sul bus che lo avrebbe portato alle scuole superiori. Lo scorso 11 settembre Stefano e la sua famiglia vengono invitati ad un ricevimento di nozze in un notissimo ristorante di Maratea. “Era contentissimo di vedere quel posto- dice mamma Teresa, pugliese come suo marito, trasferiti da anni a Calvello per lavoro. “Era tutto magnifico- racconta la mamma- Poi, ad un certo punto, Stefano ha chiesto di andare in bagno. Mio figlio maggiore ha domandato dove fosse il bagno per i disabili e la risposta è stata –ci stiamo attrezzando-. Temendo di non aver capito bene la risposta abbiamo insistito. Ci è stata indicata la suite ma, quando siamo arrivati lì, abbiamo visto che gli spazi erano insufficienti e i sanitari non idonei per le esigenze di Stefano”. I familiari a quel punto non sanno cosa fare. Alcuni amici di famiglia suggeriscono addirittura di recarsi al Pronto Soccorso. “Quando siamo arrivati nei pressi dell’ospedale- continua la signora Teresa- mio figlio mi ha supplicato di non entrare. Lui, che gli ospedali li vive continuamente, non voleva entrarci anche per andare in bagno. Era assurdo”. Ma la soluzione per Stefano non è neanche lì, dove gli viene proposto di utilizzare una di quelle sedie a rotelle dotate di cassetta igienica. “Alla fine siamo andati in una casa protetta collegata all’ospedale - dice la mamma- dove sono stati tutti molto gentili, nonostante ormai fosse tardi visto che era passato tanto tempo”. Stefano e la sua famiglia tornano al ristorante indignati per quanto accaduto. “Nessuno del ristorante è venuto a chiederci come fosse andata”- dice la mamma.
E’ Stefano che decide di far diventare la sua storia un esempio anche per gli altri. Per questo la madre sottoscrive una querela contro coloro i quali non rispettano la legge in materia di norme sulle barriere architettoniche.
“Abbiamo inviato la querela alla Procura della Repubblica- spiega l’avvocato difensore Raffaella Forliano- e abbiamo scritto una lettera anche al Ministro delle Pari Opportunità Carfagna, a quello delle Politiche Sociali Sacconi, a quello della Salute Fazio e anche al ministro per il Turismo, Brambilla proprio perché vogliamo che la storia di Stefano sia d’esempio anche per altri”.
“Sono mortificato per il disagio avuto -spiega l’amministratore dell’albergo Carmine Esposito- in passato abbiamo sempre ospitato clienti disabili ma il caso del ragazzo richiedeva effettivamente servizi e spazi che noi non abbiamo. La struttura risale agli inizi degli anni Ottanta e non è mai stata ristrutturata. Per farlo occorrono interventi complessi che speriamo, a breve, di poter realizzare. Chiedo scusa alla famiglia e a Stefano per quanto accaduto”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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