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| Un ricercatore lucano in Usa inventa un sistema per proteggere le conversazioni |
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27/09/2010 |
| Ai tempi di Woodcock siamo stati la terra delle intercettazioni. Tutti spioni e spiati. La Basilicata continua a fornire materiale e spunti per il mondo degli 007. Non solo i casi di telefonini-spia nell’auto delle amanti (si veda l’articolo in alto). Ora anche dall’altra parte della barricata si parla lucano. Lui si chiama Joe Paradiso ed è originario di Avigliano. È un ingegnere del Massachusetts Institute of Technology (Stati Uniti). Con un suo collega giapponese, Yasuhiro Ono, ha creato un sistema, il «sound shield» che protegge la segretezza delle conversazioni. Nella loro proposta di brevetto descrivono un sistema capace di tenere al sicuro frasi e fatti confidenziali, eliminando in maniera discreta ma efficace chiunque venga identificato come una potenziale spia.
L'infrastruttura dello scudo sonoro inven tato dai due ingegneri si basa sul lavoro di alcuni sensori da affiggere alle pareti: sono dotati di microfono, altoparlante, sensore di localizzazione agli infrarossi e della circuiteria elettronica necessaria a collegare il tutto al network e a un server.
Il sistema si attiva con la mediazione di un software da installare su un comune Pc desktop, e una volta in funzione è in grado di generare, grazie ai sensori, una mappa delle persone presenti intorno al computer e al suo utilizzatore, individuando da questa chi si trovasse sufficientemente vicino da essere sicuramente partecipe della conversazione e chi, al contrario, fosse troppo lontano e non potesse quindi che essere un potenziale origliatore.
Paradiso e Ono stanno ora lavorando per mettere a punto un meccanismo in grado di intercettare gli sms spia. Messaggi in grado di violare la riservatezza delle informazioni contenute sui cellulari di nuova generazione. È un fenomeno che negli States turba i sonni di quanti «vivono» con e per il telefonino, ma in Italia, come ha spiegato il dipartimento allo Sviluppo economico, non siamo a livelli di emergenza.
A questa conclusione si è giunti dopo un’ac - curata analisi di differenti scenari e prendendo in considerazione i diversi meccanismi teoricamente utilizzabili, tutti rivelatisi di non comprovata pericolosità. Una tecnica di violazione sarebbe praticata attraverso l’utilizzo di speciali messaggi spia contenenti codici segreti alfanumerici. Questi codici, una volta trasmessi al telefono «target» consentirebbero di assoggettare quest'ultimo al controllo del telefono «master». Una simile operazione non è del tutto impraticabile ma appare impossibile credere che una vulnerabilità così «grossolana e di portata tanto generalizzata» possa sfuggire allo stuolo di sviluppatori, analisti ed esperti.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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