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| Incontro dei "Pinguini Lucani", tra cultura e politica |
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20/09/2010 |
| Un’assemblea ordinaria il prossimo 29 gennaio a Potenza per discutere, tra le altre cose, del futuro culturale o politico del movimento e la presentazione di un libro di prossima uscita che ha come autore Pietro De Sarlo, promotore del movimento: sono alcune delle deliberazioni dell’incontro che si è tenuto a Senise dell’associazione Pinguini Lucani, che si occupa di promozione di idee per lo sviluppo del territorio.
Uno sviluppo che secondo De Sarlo deve partire necessariamente dalla presa di coscienza dello stato in cui si trova oggi la Basilicata e che non può prescindere dalla partecipazione attiva dei singoli al dibattito che diventa azione concreta nel quotidiano.
Un’azione che De Sarlo descrive nel suo libro in preparazione, dal titolo emblematico “Si può fare” che è diviso in tre parti.
Si parte dall’analisi dei dati oggettivi derivati in gran parte da deliberati della vita politica regionale; la dimostrazione di quanto il destino dei lucani non sia in realtà ineluttabile. “A tal proposito- spiega- esistono settori di sussidarietà da sviluppare, come la filiera legata alle produzioni della Fiat, l’agroindustria e il rilancio del distretto di Matera. Le tre grandi scommesse dello sviluppo sono il turismo, le infrastrutture e i servizi. Solo agendo su questi tre assi di sviluppo è possibile migliorare le prospettive di crescita”. Il terzo punto riguarda la pratica: come poter concretizzare le buone pratiche per il futuro sviluppo e declinarlo nel contesto lucano.
“Occorre convogliare le forze e le prospettive dei più giovani- continua De Sarlo- ma coinvolgendoli in una sfida che sia quanto più trasparente e corretta possibile. Alla base di tutto ci deve essere la meritocrazia, solo assicurando questo elemento fondamentale nella selezione dei talenti veri, è possibile apparire credibili nelle scelte programmatiche per la nostra regione. Per questo occorre che le selezioni avvengano mediante la presenza di un’autority che garantisca l’obiettività della scelta”.
Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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