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Stipendi d’oro dei manager operazione risparmio dopo i politici tocca a loro

16/09/2010



I politici sono chiamati a tirare la cinghia, ad allinearsi al trend generale fatto di risparmi, tagli e rinunce. Ma siamo poi così sicuri che basterebbe soltanto rosicchiare qualcosa dal loro stipendio per rimettere in sesto la pubblica amministrazione? Il bilancio dell’intero sistema ha altre voci più «sostanziose», su cui l’opinione pubblica, distratta evidentemente dalle trame della «casta», non pone particolare attenzione. Sono quelle delle retribuzioni di manager e dirigenti pubblici. Perse le tracce del taglio, annunciato dal governo centrale, ai compensi per gli alti dirigenti della pubblica amministrazione (meno 5% sulla retribuzione per la parte eccedente i 90mila euro, meno 10% sopra i 130mila), si è riacceso il dibattito sull’opportunità di assottigliare gli «stipendi d’oro» ai paperoni degli uffici. Alle porte c’è un’in - tensa stagione di nomine nella macchina burocratica lucana: un vasto sottobosco di commissioni, comitati, agenzie e società assortite che dipendono dalla politica. Approfittando della coincidenza, comincia a farsi strada in viale Verrastro, per ora sottovoce, il partito degli sforbiciatori. Si starebbe lavorando su una proposta di legge che prevede un taglio del 20 per cento ai compensi dei top manager della galassia regionale. Questa contrazione sarebbe in grado di produrre un «tesoretto» di quasi 5 miloni di euro, soldi che potrebbero servire, per esempio, ad azionare una leva fi nanziaria a favore delle piccole e medie imprese della Basilicata, magari coinvolgendo una o più banche. Con 5 milioni garantiti dalla Regione si potrebbero mettere in moto contributi per 50.
In attesa che certe idee trovino uno sbocco concreto, siamo andati nuovamente a spulciare tra i redditi di alcuni dirigenti pubblici della Basilicata. L’ultima volta che ci siamo occupati del caso, l’8 febbraio scorso, si è scatenato un polverone di polemiche. Ma quando si è diradata la nebbia, tutto è rimasto com’era. Nel frattempo i consiglieri regionali hanno deciso di ridursi le indennità del 10 per cento, provvedimento che determinerà una contestuale riduzione dei vitalizi. In soldoni, ognuno dei consiglieri, a seconda dell’incarico ricoperto, perderà in busta paga tra i 330 e i 500 euro. Non molto, è vero. Ma è un segnale che, a questo punto, ci si aspetta anche dal pianeta-dirigenti. Va detto che, proprio per effetto di questa riduzione, saranno «limate» anche le indennità corrisposte ai componenti di enti e commissioni che sono parametrate alle indennità dei consiglieri. Tuttavia, si chiede ai manager qualcosa di più «tangibile» per dare un segnale all’opinione pubblica su cui (il caso della tassa per i rifiuti a Potenza è solo un esempio) il fisco si accanisce per rimpinguare le casse vuote degli enti pubblici.
Ma focalizziamo l’attenzione sugli attuali redditi partendo da quelli dei «capi» in consiglio regionale (si tratta di dati estrapolati dai rispettivi siti internet, pubblicati nell’ambito dell’operazione trasparenza): il più ricco risulta Domenico Addamiano con un totale lordo annuo di 115.203 euro, seguito a ruota da Vesna Maria Alagia attorno ai 100.000 euro, un tetto ampiamente sfondato in diversi enti sub-regionali, a cominciare dalla vituperata (e commissariata) Arbea con i 114.255 euro del dirigente Ermanno Pennacchio (nell’elenco pubblicato sul sito web è scomparso il nome di Gabriele Di Mauro,
ex amministratore dell’agenzia). Super stipendi anche all’Arpab con il direttore Vincenzo Sigillito che incassa 125.100 euro. Tra gli altri dirigenti dell’Arpab superano i 100.000 euro (arrivando a 105.331) soltanto Bruno Bove e Nicola Vignola. Gli altri devono accontentarsi di briciole (si fa per dire), con una forbice che va dai 39.000 euro di Gaetano Santarsia ai 76.719 di Laura Gori.
A livello di clas sifica regionale, come sempre, primeggiano i dirigenti nel settore della sanità. Tra i più facoltosi ci sono i dirigente medico Giuseppe Papaleo (158.746 euro) e Antonio Gagliardi il dirigente veteri- (144.306 euro), nario Agostino Chiarelli (141.377) e il direttore del 118 Libero Mileti (134.870).

Massimo brancati
gazzetta del Mezzogiorno




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