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| Senise: "Sa Pietro" chiuso per un anno per lavori |
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14/09/2010 |
| Riaprono gli istituti scolastici a Senise. Tutti, tranne uno. Si tratta dello “storico” Plesso San Pietro, nella parte alta del paese, uno dei tre istituti senisesi che ospitano le classi delle elementari. Resterà chiuso per un anno, periodo nel quale saranno effettuati necessari interventi di carattere funzionale. Centomila euro la tranche di finanziamento che il Comune ha recuperato dai fondi del terremoto del 1998 (legge 226); di questo importo, circa 70mila euro sono per i lavori. Per questo motivo per un anno i giovani alunni dell’istituto (un’ottantina) seguiranno le lezioni nelle classi del Plesso Centrale. Che l’edificio di “San Pietro” richiedesse interventi per migliorarne la fruibilità, non c’è dubbio. E questo vale anche il “sacrificio” di spostare gli alunni per un anno in un altro istituto. Quello che però, alcune mamme, non buttano giù, è l’interrogativo sul futuro dell’edificio stesso. “Perché- dicono- abbiamo avuto sentore che in realtà San Pietro chiuderà i battenti come scuola e sarà riconvertito per ospitare alcuni uffici”. Più precisamente le mamme si riferiscono alla notizia che vorrebbe San Pietro destinato a diventare sede dell’Osservatorio del lavoro. “San Pietro si trova in uno dei quartieri più popolati- dicono le mamme- i nostri figli devono tornare lì”. In realtà, sono anche altre le cose che alcune mamme lamentano. “Non abbiamo avuto alcuna comunicazione scritta che attestava l’utilizzo, per un anno, dell’altro istituto. A gennaio, nel momento delle iscrizioni, non ci hanno comunicato che poteva verificarsi questa ipotesi; in caso diverso avremmo potuto scegliere. I due istituti hanno moduli diversi, come si conciliano sotto lo stesso tetto?”.
“Cosa succederà tra un anno non posso dirlo adesso- dice il sindaco Giuseppe Castronuovo- di sicuro non abbiamo ragionato su nulla di ufficiale e se ci sarà da ragionare chiameremo in causa tutte le parti interessate, per una costruttiva discussione. I fondi avuti per San Pietro ci consentono soltanto di effettuare interventi legati alla funzionalità e non alla staticità dell’edificio. Quello che sarà il futuro del plesso non possiamo deciderlo ora. I lavori erano necessari e i bambini mi sembra siano stati trasferiti momentaneamente in un istituto che ha anche più spazio per le attività interne”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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