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| Ieri la manifestazione contro il pozzo a Villa d'Agri |
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11/09/2010 |
| Un corteo è una risposta ad una richiesta di opinione. E questo era la manifestazione organizzata ieri da Ulderico Pesce a Villa d’Agri, per dire “no” alla realizzazione del pozzo petrolifero a 500 metri dall’ospedale civile. Ma, evidentemente, il caso “Alli2” non è il caso “Scanzano” o, più recente, il caso “Tinchi”. I cittadini hanno disertato. La folla non c’è stata. Il corteo invece si. E nel corteo c’erano i “cittadini attivi” che lottano da 70 giorni contro la chiusura dell’ospedale a Tinchi; c’era il Comitato No Oil, il WWF, che per ieri sera aveva già in programma un incontro nel quale erano i dati ambientali a parlare; c’erano i Radicali con la Zamparutti e Bolognetti; c’era Florenzo Doino del Partito Comunista dei Lavoratori e c’era il giornalista Gianni Lannes. E c’erano i campanacci della transumanza, portati lungo il corteo per ricordare “quali sono le nostre tradizioni”. Presente anche il Tenente Giuseppe Di Bello che ha da sempre condotto una battaglia contro il bavaglio sui reati ambientali e che è stato sospeso per due mesi dalle sue funzioni dall'amministrazione provinciale. Dalle parti dell’ospedale si è intravisto anche il consigliere Pasquale Robortella, ma evidentemente non era lì per il corteo. “Questa manifestazione è la prima di una lunga serie- ha detto Pesce- presto ci accamperemo sulla collina scelta per realizzare il pozzo e quando l’ENI verrà, ci troverà lì. Il pozzo non si deve fare”. E in riferimento alle notizie di cronaca che lo riguardano, dice “Ionon voglio portare in scena Shakespeare. Io continuerà a parlare di petrolio e di temi che pochi affrontano”. “Ci parlano di Por e di Programmi Operativi- ha detto Giovanni Mazziotta, consigliere comunale di opposizione- e non ci dicono però che i dati Istat restano sempre gli stessi, che il petrolio non porta occupazione e che sono pochissime le imprese che riescono a trarre giovamento dalle estrazioni”. “La scarsa partecipazione è la conseguenza della difficoltà di comunicare alla gente i dati effettivi di una problematica non immediatamente visibile- ha detto Miko Somma del Comitato No Oil- ma i cui effetti sono visibile, a cominciare dall’incidenza dei tumori in un’area ormai trasformata in un campo petrolifero quando invece dovrebbe essere Parco Nazionale”. “Da uno studio effettuato sui dati di Arpab, Agrobios ed Eni- spiega Enrico Mazziotta, presidente WWF Villa d’Agri- appare chiaro che ci siano discordanze tra i valori registrati. Oltre a questo verifichiamo che per alcuni dati si supera di gran lunga il livello massimo consentito”.
Mariapaola Vergallito |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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