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Montemurro ricorda il “suo Governatore”.Scoperta una lapide in ricordo di Albini

8/09/2010



Il 7 settembre del 1860, Giacinto Albini si insediava come Governatore della Provincia di Basilicata. L’editto di nomina a "Prodittatore e Governatore della Provincia di Basilicata" con poteri illimitati, a firma di Giuseppe Garibaldi, avveniva ad Auletta il giorno 5. Un riconoscimento a tutti i rivoluzionari lucani, fautori dell’insurrezione contro i Borbone, la cui azione portò la Basilicata a essere la prima regione meridionale continentale a proclamare l’Unità d’Italia.
Ed esattamente nella ricorrenza dei 150 anni da quei fatti, nell’ambito delle celebrazioni che in questo periodo si tanno susseguendo, l’amministrazione comunale ha voluto ricordarli. L’ha fatto in maniera suggestiva, con un corteo storico al quale hanno preso parte, con tanto di gonfaloni, i comuni di Corleto, Moliterno e Spinoso. Tanti, i sindaci in rappresentanza dei comuni della Val d’Agri e non solo. A rappresentarli tutti, il presidente dell’ANCI e sindaco di Potenza, Vito Santarsiero. Non sono mancati gli altri rappresentanti istituzionali: Vito De Filippo, presidente della giunta regionale, Vincenzo Folino, presidente del consiglio regionale, nonché presidente del Comitato per le celebrazioni dell’Unità, e Piero Lacorazza, presidente della Provincia di Potenza e cittadino di Montemurro. Assente il sindaco, Mario Di Sanzo -per motivi di salute-, ad accoglierli, in via del Comitato, presso il palazzo Marra dove il Comitato di Albini si riuniva, il vice sindaco Antonio Maffeo. Da qui il corteo è partito per recarsi in piazza Giacinto Albini dove è stata scoperta una lapide in ricordo del Patriota. Una ricollocazione, dopo che la precedente fu distrutta nel terremoto del 1980, come si ricorda in altro marmo ai piedi della stessa. Dopo la benedizione del parroco, don Antonio Mattatelli, al grido di "viva l’Italia unita", ci si è spostati nello spiazzo antistante al municipio, dove è stata presentata la ristampa anastatica del volume di Decio Albini: "Montemurro per la Rivoluzione Lucana”. La prima pubblicazione, del 1912, fu voluta, si legge nello stesso: «Dopo le ricorrenze cinquantenarie del Risorgimento Nazionale […]Da un Comitato -sorto per iniziativa del Prof. Paolo Lauria del sacerdote Domenico Ragona e del superstite garibaldino Domenico Sinisgalli- per ricordare il contributo dei piccoli comuni e i nomi dei cittadini di Montemurro i quali, nei tempi del dispotismo borbonico, tennero viva la fede per l’emancipazione del popolo e per la ricostruzione dell’Italia». Al tavolo della presidenza, oltre le già citate personalità, erano presenti gli storici Nicola Lisanti e Giampaolo D’Andrea e il direttore della biblioteca Nazionale, Franco Sabia. Tutti nei propri interventi hanno sottolineato, ̎l’attenzione e il calore con la quale le persone hanno partecipato alla manifestazione. Non mancando di ricordare a chi questo Paese vorrebbe diviso, il contributo del meridione all’Unità, e il fermo convincimento che solo Unita, l’Italia, potrà intraprendere e superare le sfide del futuro."

Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it



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