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12 chilometri di festa e preghiera per la Madonna Nera

5/09/2010



Il silenzio dei boschi, l’asprezza del terreno, il paesaggio maestoso e solitario illuminato dalle prime luci dell’alba. In fila migliaia di pellegrini pregano e cantano invocando la protezione della Madre celeste: della Madonna nera di Viggiano. La Regina che ascolta, la Vergine che intercede, la Madre che consola, la Patrona che protegge è lì. Raffigurata in quella sacra icona che dal monte torna in paese. È lì, seguita da migliaia di fedeli, che le chiedono aiuto e consolazione, sostegno e appoggio.
Oggi uno degli eventi religiosi più sentiti della Basilicata avrà il suo culmine. Rinsaldando il legame sempre stretto tra la Madre celeste ed il suo popolo. Viggiano, paese di pietre antiche, di sentieri tortuosi, di case attaccate le une alle altre, domani diventerà capitale del culto mariano. Trasformando la sua quotidianità in un’atmosfera carica di emozione e di sentimento. Esattamente come avviene da decenni a questa parte.

Da tutte le regioni del Mezzogiorno, infatti, centinaia di pellegrini raggiungono il piccolo paese della Val d’Agri per partecipare alla processione in cui la sacra effige viene trasferita dal santuario del Sacro Monte (a 1725 metri di altitudine) alla Basilica Pontificia dove resta sino al prossimo mese di maggio.

Un rito sentito e partecipato che si ripete - sempre uguale - e che ha rappresentato e rappresenta per tanti fedeli l'esternazione di una fede profonda e consolatrice. La folla commossa e raccolta, infatti, percorre a piedi i dodici chilometri che separano il monte dal paese. E lo fa pregando e meditando. Giovani e anziani, nonni e nipotini, intere famiglie o persone sole, donne e uomini con in testa i cinti accompagnano la Vergine nera in segno di devozione e di ringraziamento.

C’è chi cammina scalzo, chi percorre alcuni tratti inginocchiato. È il «popolo di Maria» che ancora una volta dimostra il legame con la Madre celeste, che non sente la fatica perché la fede è più forte di ogni dolore, che non sente il sonno, la stanchezza e il dolore perché sorretto dalla forza della devozione.

I chilometri sono percorsi pian, piano scanditi dai «poggi», antichi altari di pietra sui quali la statua viene poggiata per permettere ai portatori di riposarsi. Poi, a prima mattina l’immagine della Vergine arriva in paese. Accolta da applausi, preghiere e invocazioni. La messa inizia, è Il momento della riflessione e della speranza. È l’apice della fede, è il senso di un’intera giornata.

Un giorno che sosterrà e darà forza al popolo mariano per un intero anno.

Antonella Inciso
la gazzetta del mezzogiorno



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