|
| San Severino: al via il Festival Strozzi |
|---|
31/08/2010 |
| Entra in piena attività l’ottava edizione del Festival Gregorio Strozzi a San Severino Lucano. Dopo il via ai corsi di musica antica, ieri mattina (30 agosto), domani pomeriggio (1 settembre) iniziano i concerti.Nella sala consiliare alle ore 18,30, il primo CONCERTO APERITIVO con i docenti dei corsi ossia Sergio Balestracci (flauto), Cristina Miatello (canto), Alessandro Ciccolini (violino), Alberto Guerriero (violoncello) e Ugo Di Giovanni (chitarra), il secondo è previsto venerdì alla stessa ora, suoneranno i professori Sergio Balestracci e Alessandro Ciccolini e le allieve Valentina Confuorto e Roberta Zucchelli. Sabato 4 settembre il concerto è alle 21,30 nella Chiesa Madre della cittadina a esibirsi tutti gli allievi che in queste ore stanno partecipando ai corsi tenuti dai professori sopraccitati e da Giovanni Grano (chitarra), quest’ultimo terrà il concerto domenica alle 21,30 nella chiesa Madre insieme ai colleghi docenti.
Sono un buon numero i giovani corsisti, provenienti non solo dall’Italia ma anche dalla Spagna, dal Messico e persino dal Giappone.
“Siamo felici di ritornare, qui ogni anno, afferma il professore Balestracci, promotore del Festival insieme all’amministrazione comunale, quando arriviamo ci sentiamo a casa. L’auspicio è che i corsi e quindi San Severino Lucano vengano conosciuti sempre di più e che il festival possa continuare a crescere”.
Stesso auspicio, quello dell’amministrazione comunale, che si prodiga in questa iniziativa per far conoscere il compositore a cui San Severino Lucano ha dato i natali, e far conoscere la cittadina a giovani da diversi Paesi.
Gregorio Strozzi, lo ricordiamo è un Organista e compositore italiano, che nacque a San Severino Lucano intorno al 1615.
A Napoli, dove si era trasferito, perfezionò gli studi musicali con G.M. Sabino e prese gli ordini sacri.
Nel 1634 ottenne nella chiesa dell’Annunziata il posto di organista lasciato vacante dal Sabino per la nuova nomina a maestro di cappella, in tale posizione era ancora nel 1643, nonostante una promessa di promozione da organista ordinario a maestro di cappella o a I° organista. Noto pure come didatta di canto, appare designato coi titoli di abate, doctor in utroque jure e protonotario apostolico.
L’opera di maggiore interesse nell’ambito della produzione di Strozzi è “Capricci da sonare cembali et organi”, concepita nella tradizione della cosiddetta scuola “cembalo-organistica” napoletana. Stampata in partitura comprende 3 capricci veri e propri, 3 ricercate, 3 sonate, 4 toccate, 3 gagliardi, 1 madrigale diminuito, 8 correnti, 2 balletti, 1 ballo e 3 serie di var., vale a dire quasi tutti i generi di musica per tastiera del tempo. Accanto alla sua appartenenza alla scuola napoletana, sono presenti in Strozzi altri aspetti diversi: un gusto spiccato per cromatismi, arditezze armoniche e dissonanze che convive con un senso della scrittura dotta e severa; una certa inclinazione per l’originalità che si denota nell’impiego di figurazioni e abbellimenti insoliti ed estrose relazioni armoniche. Si può cogliere un nesso fra quest’opera e quella dei suoi predecessori quali Frescobaldi e Trabaci, individuabile , ad es. nei capricci (concepiti come susseguirsi di var. contrappuntistiche, secondo la forma Frescobaldiana), nelle ricerche che, con più temi trattati contemporaneamente, riportano a Trabaci. All’es. unito di entrambi si possono ricondurre le toccate, mentre le 3 sonate rivelano più spiccatamente l’influenza di Frescobaldi, appartenendo al genere della canzona – variazione con passaggi da una sezione all’altra in stile recitativo e toccatistico. Queste affinità con opere antecedenti giustificano molte perplessità che nascono dalla considerazione della tardiva data di pubblicazione (1687) e rendono inclini a considerare questi lavori composti nella prima metà del secolo e pubblicati con sensibile ritardo. Interessante è, infine, la dicitura “ Passa Y calla” (in spagnolo, “passa e taci”) posta all’inizio della Toccata de Passacagli che conduce l’opera e che può essere presa in considerazione per la dibattuta spiegazione del significato della parola “passacaglia.”
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |