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| La «carta dei servizi sociali» per rispondere alle esigenze della fasce deboli |
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30/08/2010 |
| Credo che una Comunità dimostri il suo livello di civiltà principalmente dalla capacità di intercettare e rispondere ai reali bisogni delle fasce più deboli della sua popolazione e di promuovere progetti e azioni concrete per una migliore qualità della vita». E’ la filosofia che ispirato l’assessore alle politiche sociali del comune di Francavilla sul Sinni, Domenico Maurella, a «stendere» la «Carta dei servizi sociali», che è stata presentata l’altra sera nel corso della terza edizione della festa della famiglia e della solidarietà.
Un opuscolo di poco più di trenta pagine che ha l’obiettivo di offrire ai cittadini uno strumento di riferimento per conoscere i servizi, le attività e gli interventi promossi dal Comune nell’ambito dei servizi sociali, una sorta di «Patto con i cittadini» sulle attività e sulla qualità dei servizi erogati dall’ amministrazione comunale. Francavilla, nella sua qualità di Comune Capo Area Handicap e capo area immigrazione, nell’ am - bito sociale Sinni-Sarmento, ha, spiegato Maurella, il dovere di «guidare» ed indirizzare le politiche, le azioni ed i programmi socio assistenziali in interventi concreti, servizi alla persona ed alla comunità, che mirano alla creazione di servizi tesi essenzialmente al contrasto del disagio,alla promozione dell’inclusione sociale dei più deboli e ad una migliore qualità della vita. Nella carta è presente elenco e descrizione dei servizi già attivi e programmati per l’attivazione a servizio dei cittadini ; essa rende trasparente le modalità, la gestione, la partecipazione ed i tempi di erogazione dei servizi. Il documento sarà dato a ogni famiglia, l’auspicio dell’as - sessore è che “tutti i cittadini, singoli o associati, vogliano collaborare e partecipare in modo attivo, segnalando osservazioni, proposte migliorative ed anche le eventuali disfunzioni che dovessero riscontrarsi rispetto a quanto enun ciato».
Antonietta Zaccara
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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