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L'attore senisese Joe Capalbo a Venezia diretto da Martone

27/08/2010



Lido veneziano per l’attore senisese Joe Capalbo. In attesa di cominciare le riprese del progetto ispirato alla cultura arberesche, il film di Ian Michelini “Nord, sud, est, ovest” le cui riprese cominceranno la prossima primavera, Capalbo a settembre approderà a Venezia per il Festival del Cinema. E’ uno dei protagonisti del nuovo film di Mario Martone, il regista di pellicole come “Morte di un matematico napoletano” o “L’amore molesto”. Il nuovo film, dal titolo “Noi credevamo”, racconta la storia di tre ragazzi del sud Italia, che, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del processo risorgimentale per l’unità d’Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche. Un cast importante, con attori del calibro di Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Luca Zingaretti, Francesca Inaudi e Luca Barbareschi solo per citarne alcuni. Capalbo interpreta il ruolo del capo dei carcerieri. “Sono cattivo, anzi, cattivissimo- ci dice- lo stesso Martone mi ha detto di ispirarmi al demonio per interpretare questo ruolo. Ho cercato di portare avanti un lavoro di ricerca per capire come meglio trasmettere quel particolare genere di violenza scaturita da una mancata rivalsa contadina, che vorrebbe esplodere ma che spesso è repressa. La conseguenza di un sogno negato. Il mio è un personaggio che vive da solo nel suo delirio”. Il film, che nasce da una produzione italo-francese, è stato girato tra Torino, Roma , il Cilento e Foggia, dove è stato ricostruito un carcere borbonico. Al cinema lo vedremo sottotitolato e ogni attore reciterà nella propria lingue e nei propri dialetti. “Io naturalmente parlerò il dialetto lucano- spiega Capalbo, che racconta con grande soddisfazione l’esperienza lavorativa con il regista.



“E’ un grandioso professionista e lo è anche umanamente- dice- ha costruito un film basato su una profonda documentazione di quanto accaduto e, nello stesso tempo, è riuscito a raccontare la storia non dal punto di vista dei vincitori. I personaggi che vedrete nel film sono tutti esistiti. Martone ha cercato di raccontarli facendo vedere quello che non troviamo scritto nei libri di storia”. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Martone e da Giancarlo De Cataldo, già autore di “Romanzo Criminale”. “Sapevo di questo film- dice Capalbo- così ho contattato Martone quando il progetto è partito ho partecipato ai casting. Un giorno mi ha chiamato il regista e mi ha detto che prendeva anche me”.
Il film di Martone sarà in concorso a Venezia ed è già preceduto da molte aspettative, visto che esce proprio in contemporanea con l’anniversario dell’Unità d’Italia. “Sarà un’esperienza splendida andare a Venezia- conclude Capalbo- e sono davvero molto felice di poter continuare la carriera cinematografica scegliendo sempre pellicole di qualità, che esprimono quello che per me il cinema dovrebbe essere”.

Mariapaola Vergallito











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