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Marchionne: la Fiat rispetta la legge. Operai: venga a Melfi

26/08/2010



«La Fiat ha rispettato la legge»: Così l’a.d. del Lingotto Sergio Marchionne, sul caso Melfi, intervenendo al Meeting di Cl a Rimini. «La gravità delle accuse che ho sentito muovere verso la Fiat mi ha costretto a cambiare radicalmente il testo del del mio discorso», ha spiegato Marchionne,con esplicito riferimento al caso Melfi. «La Fiat ha rispettato la legge e ha dato seguito alla sentenza della magistratura dando loro accesso in azienda e possibilità di svolgere attività sindacale».

A proposito della decisione della magistratura del lavoro Marchionne si è augurato che il giudizio di secondo grado «sia più sereno» e non venga influenzato «da campagne mediatiche». «Dignità e diritti non possono essere un patrimonio esclusivo di tre persone: sono valori che vanno difesi e riconosciuti a tutti».

ORE 12:30 - OPERAIO LICENZIATO A MARCHIONNE, VENGA A MELFI A VEDERE
«Da Marchionne mi aspettavo un discorso così pesante»: lo ha detto Giovanni Barozzino, uno dei tre operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat – licenziati e poi reintegrati dal giudice del lavoro – commentando il discorso che Sergio Marchionne sta facendo al Meeting di Rimini. «O Marchionne non sa cos'è la verità – ha aggiunto Barozzino – o la nasconde. Venga a Melfi e rendersi conto di come stanno i fatti». «Non ho paura e continuo ad aver fiducia nella magistratura, che non è condizionata dall’eco mediatica della vicenda»: così Marco Pignatelli (unico dei tre operai di Melfi reintegrati ad essere solo iscritto alla Fiom senza incarichi sindacali) ha commentato il discorso di Sergio Marchionne al Meeting di Rimini. «Non mi aspettavo certo segnali di distensione: Marchionne vuol portare avanti il suo disegno di fabbrica. Non è giusto - ha concluso Pignatelli – che si metta in dubbio lo Statuto dei lavoratori».

ORE 12:45 - NOI NON ABBIAMO SABOTATO NIENTE
«Marchionne non sa come è andata quella notte. Noi quella notte non abbiamo sabotato niente. Abbiamo fatto il nostro sciopero. Non abbiamo impedito a nessuno di lavorare» Così uno dei tre operai della Sata, dopo aver seguito l'intervento di Marchionne in tv, davanti ai cancelli di Melfi.

ORE 13:00 - MARCHIONNE, MASSIMO RISPETTO PER IL PRESIDENTE NAPOLITANO
«Ho grandissimo rispetto per il presidente della Repubblica come persona e per il suo ruolo istituzionale». Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, aggiungendo: «per la sua posizione istituzionale accetto quello che ha detto come un invito a trovare una soluzione» alla vicenda di Melfi.

Una telefonata di John Elkann e una lettera di Sergio Marchionne indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sono la via scelta ieri dalla Fiat per chiarire la propria posizione al Capo dello Stato, secondo quanto scrive oggi il quotidiano 'La Stampa'. Nella lettera “personale” inviata a Napolitano, in sostanza l’ad del Lingotto, sempre secondo il quotidiano, ha in sostanza illustrato le ragioni dell’azienda rassicurando il Capo dello Stato circa il fatto che la Fiat non ha nè intenzione nè interesse al permanere di uno stato di tensione in fabbrica.

ORE 14:00 - MARCHIONNE, NON E' NOSTRO STILE NON RISPETTARE LE REGOLE
«Noi abbiamo rispettato sempre tutti; non rispettare i diritti non è il nostro stile». Lo dice l’Ad di Fiat Sergio Marchionne conversando con un militante di Cl prima di iniziare la sua visita agli stand del Meeting di Rimini.
«Se includiamo la Chrysler – sostiene Marchionne – abbiamo 240mila persone nel mondo, e nel mondo non abbiamo mai avuto i problemi che a Melfi ci hanno creato tre persone, che probabilmente sono bravissime persone e che ora stanno creando una crisi di diritti nel sistema gestionale della Fiat. Pensate - aggiunge – al numero di buste paga della Fiat e pensate se io o i miei collaboratori possiamo minimamente avere l’intenzione di violare i diritti di tre persone. Con tutto l’impegno che abbiamo profuso in questi anni per creare condizioni di lavoro umane? Ma che scherziamo? Ma dai, cerchiamo di fare le persone serie...», conclude Marchionne.

ORE 14:10 - CIGL BASILICATA, BASITI DA PAROLE DI MARCHIONNE
«Siamo basiti dalla dichiarazione dell’amministratore delegato di Fiat che continua a sostenere il presunto sabotaggio, mai avvenuto, nello stabilimento Sata-Fiat di San Nicola di Melfi (Potenza), ignorando completamente il fatto che in quella sede era in corso uno sciopero dichiarato da tutte le sigle sindacali presenti in fabbrica».
Lo ha detto, in una nota, il segretario generale regionale della Basilicata della Cgil, Antonio Pepe. Per la Cgil lucana, «superare il conflitto padroni-operai, in questo millennio, significa, per quel che ci riguarda, perseguire una maggiore democrazia economica in cui le istanze rappresentate dai lavoratori vengano ricomprese nell’ambito delle azioni delle imprese. Il rispetto della dignità di tutti i lavoratori si attua con il segnale che la Fiat avrebbe dovuto dare rispettando la sentenza del giudice del lavoro di Melfi e quindi reintegrando sul posto di lavoro Giovanni, Antonio e Marco, anche alla luce – ha concluso Pepe – dell’intervento del Capo dello Stato».

ORE 15:15 - IL GIUDICE DEL LAVORO CONVOCA LE PARTI IL 21/9
Emilio Minio, il giudice del lavoro di Melfi (Potenza) che il 9 agosto scorso ha depositato il provvedimento di reintegro in fabbrica dei tre lavoratori licenziati dalla Fiat, ha convocato le parti (azienda e Fiom) per il 21 settembre. Lo si è appreso a Melfi, da fonti giudiziarie e sindacali. La convocazione servirà a chiarire gli aspetti procedurali del decreto del giudice, che dichiarò «l'antisindacalità dei licenziamenti» dei tre operai e ordinò «la immediata reintegra dei lavoratori nel proprio posto di lavoro».

ORE 15:40 - LICENZIATI DUE DIPENDENTI DI AZIENDA DELL'INDOTTO DI MELFI
Due dipendenti della Commer Tgs – azienda dell’indotto Fiat di Melfi (Potenza) – sono stati licenziati dall’azienda che non ha compiti da affidare loro dopo che organi sanitari hanno riconosciuto ai due operai una “inidoneità alla mansione” che svolgevano: il licenziamento ha provocato uno sciopero che sta rallentando la produzione. La notizia, appresa da fonti sindacali a Melfi, è stata confermata a Potenza da fonti industriali. La Commer Tgs ha circa 130 dipendenti e produce imbottiture per auto.



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