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Gli occhi che guardano la Val d'Agri: intervista a Nino Caiazza

24/08/2010



Da qualche mese la redazione Agri de La Siritide.it, percorre le vie della Valle ed entra nei suoi paesi. In ognuno di questi siamo stati attratti, da particolari che li rende unici rispetto agli altri. Ogni borgo racconta una sua storia, sia essa di brigantaggio, di emigrazione, di alberi della libertà o, semplicemente, di favole saltate fuori dalla penna di scrittori e poeti che li hanno abitati. Ci sono storie e cose che uomini apparentemente schivi, sono stati in grado di conservare e tramandare. Cose che dando originalità a un luogo ne impediscono l’abbandono. Ecco che un rudere, recuperatane la storia, entra a far parte del patrimonio, diventandone a sua volta contenitore. Di eventi culturali, invece, ne hanno iniziati i cammini e ne custodiscono il proseguimento, nell’attesa che altri ne raccolgano il testimone. Vorremmo qui parlarvi dei tanti uomini di cui non si occupa nessuno e che tanto fanno per la propria terra.
L’avvertenza è che non riusciremo e parlarvi di loro in modo compiuto in questo spazio. Forte, poi, è il rischio di passare per chi ospita nella propria vetrina uno spazio pubblicitario autogestito. Un modo per evitare tutto questo c’è: visitare i luoghi proposti dove, non mancherete d’incontrare le persone con le quali ci siamo fermati a dialogare e le loro opere silenziose.
Questo primo incontro è con Nino Caiazza, presidente della Pro-Loco di Viggiano.

Nino Caiazza, il dottor Caiazza, per i viggianesi, è un farmacista. Nato ad Armento vive a Viggiano dal ’71. Sposato con Carla, insegnante, è padre di tre figli: Patrizio, Luca ed Emi. Fresco di laurea, di rientro da Napoli e diretto ad Armento, passa in corriera da Viggiano. "Mi trovai a guardare a quel paese come mai prima. Pensai che avrei potuto viverci. Di lì a poco mi fu proposto di affiancare l’anziano farmacista. Saltai le vacanze e accettai", ci dice appena inizia a raccontarsi. Attraverso la Pro-Loco, è impegnato in gran parte delle attività Sociali, Sportive e Culturali che si organizzano nella città di Maria.

Ricco è il cartellone estivo, molto vivace è quello dedicato al resto dell’anno. Calcio, Sci, Teatro, Gemellaggi e scambi culturali con Polonia Francia Grecia; recupero e catalogazione di vecchie testate giornalistiche, concorsi di poesia, promozione dei prodotti locali, formano il lungo elenco. "Tutto con il supporto dell’Amministrazione comunale!" tiene a precisare. Ultimamente ha scoperto il cinema come attore. Ha girato una scena del film di Rocco Papaleo, Basilicata Coast to Coast. E’ lui il signore che chiede a Gassman e al giovane attore di Spinoso, Antony De Stefano, in posa per la foto, di scansarsi al passaggio della Madonna. Un’esperienza ripetuta, poiché ha preso parte al cortometraggio Alma Story, con Moni Ovadia e che sarà presentato in anteprima a Viggiano, il prossimo 26 agosto. Se queste sono cose dove in qualche modo il personaggio è apparso, tutte le altre citate sono quelle dove rimane sullo sfondo. Quest’anno ha deciso di mostrare i frutti di un’altra sua passione: la fotografia. Di qui l’idea di una mostra, esposta nei due comuni di cui è cittadino: Armento e Viggiano.


Anche fotografo?
Una raccolta dei miei tanti scatti. Nella maggior parte si tratta di momenti di vita nei due comuni. Ad Armento ho esposto nella sala Consiliare. Gi armentesi si sono rivisti volentieri in scene di cui ignoravano l’esistenza. Questo perché i miei scatti difficilmente prevedono la posa. Al volo, ritraggo persone e avvenimenti.

Noi che la mostra abbiamo visitato, possiamo assicurare di essere rimasti colpiti, per quella di Armento, dai tanti volti ritratti in occasione di feste in costume e di aver avuto l’impressione di averli già incontrati quali protagonisti di grandi film. In quella di Viggiano, i volti dei famosi ci sono davvero. Si tratta dei tanti che hanno partecipato a concerti, festival dell’Arpa, concorsi di poesia e altro.

Perché foto per due paesi?
L’amore che provo per entrambi. Se ad Armento sono cresciuto e mi sono forgiato, Viggiano è il posto, dove mi sono realizzato come farmacista, marito e padre, riuscendo dedicare tempo ad altro dagli impegni familiari e professionali.

Entrambe divise per sezioni. Ve né una alla quale è più legato?
I Volti e i Gruppi. Nei primi si colgono l’inquietudine dei giovani e la serenità di chi è più avanti con l’età. Nei gruppi, in quelli ritratti 30 anni fa prevale la “chiacchiera”, le persone dialogano. In quelli recenti, invece si nota come spesso le persone sono insieme ma, quasi non si percepiscano.

Segno dei tempi?
Bisogna recuperare alcune cose, ci proviamo! La compagnia teatrale e il gruppo folk avvicinano le persone del posto. Con gli scambi culturali nei paesi europei, si cerca di aumentare la conoscenza tra i popoli facendo crescere nei giovani l’accettazione dell’altro in uno spazio che sia davvero comune.

Il teatro, altra passione. Come riesce a gestire e assecondarle tutte?
Prima di tutto avendo vicino una moglie paziente e la complicità dei figli. Il trucco è riuscire a divertirsi nelle cose che si fanno. Scoprire che quanto si è fatto diverte anche il destinatario ultimo, aiuta a continuare. A proposito del teatro: abbiamo messo in scene 5 commedie in dialetto viggianese. 4 portano la mia firma, l’altra nasce dalla collaborazione con il poeta e scrittore Pietro Varallo. Nei primi anni a Viggiano, dopo la chiusura, la farmacia diventava il luogo, dove si recitavano le poesie di Totò. Uno dei miei preferiti insieme al grande Eduardo.

Nino Caiazza ha tradotto in armentese, le poesie di autori greci come Anacreonte, Arceo, Saffo e Teobride che raccoglierà in un volume. Nel corso di quest’anno conta di pubblicare le commedie in dialetto viggianese. Negli ultimi 25 anni è riuscito, insieme alle varie amministrazioni comunali a rintracciare quasi tutti i numeri del quindicinale: Il Ribelle stampato a Viggiano e pubblicato dal 1907 al ‘19. "Abbiamo già pubblicato una raccolta. Ora sono saltati fuori altri numeri, di qui la necessità di una ristampa".

Altre attività, con dovizia di particolari e aneddoti, potrete ascoltarle dalla sua voce se andrete a Viggiano. Lo trovate al Punto Informativo. Qualche minuto e sarà da voi. Vi guiderà nella visita. Davanti alle foto delle chiavi di volta dei numerosi portali, vi racconterà dei viaggi dei musicanti viggianesi e di come i loro guadagni siano stati impiegati proprio nell’acquisto e recupero di antichi palazzi ricostruiti dopo il terremoto del 1857, in quella che Giovanni Pascoli –proprio per gli arpeggiamenti per tutto che vi risuonavano-, definì, nella lettera al Carducci, l’Antissa lucana. Non mancherà di parlarvi del ruolo fondamentale dei monaci Basiliani nella nascita dei paesi lucani. Dite pure che vi manda “l’altra Valle”, quella della Siritide, e fateci sapere se il viaggio è piaciuto.

Paolo Sinisgalli
lasiritide.it




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