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“Il Gioco della Falce”, espiazione, dell’offesa alla Madre Terra

22/08/2010



Il popolo sangiorgese ripercorre a ritroso la propria storia alla ricerca
del rito ancestrale del Gioco della Falce, di cui oggi resta un labile ricordo nei vecchi del paese.
Oggi il Gioco della Falce è diventato, la rappresentazione di un evento, gestito dall’associazione Pro-loco, per promuovere il piccolo centro lucano durante le manifestazioni estive ad uso e consumo dei turisti. Già per questo va dato merito a quanti hanno saputo conservare la tradizione e ripescato i pochi attori rimasti in vita, coloro che hanno partecipato all’ultima rappresentazione fatta da Ernesto De Martino nel 59’ nelle campagne lucane, attraverso cui è stato portato all’attenzione mondiale, il documentario “I Viaggi nel Sud”. Poche sono le persone lungimiranti che vedono in esso simbolismi che vanno aldilà delle tradizioni legate alla nascita del paese, risalente al 600, ma ritengono che esso affonda le sue origini nel paganesimo, se non addirittura nell’era egizia. E’ quanto ipotizzato dalla studiosa, Anna Maria Bianchi, relatrice in un convegno tenutosi sabato scorso nei locali parrocchiali, che ha seguito l’esibizione dei mietitori nella piazza del paese, dove hanno dato origine ad una pantomima della mietitura, con la cacciagione dello spirito del grano, che si incarna in forma zoomorfa e vive nei campi di grano, fino al momento, in cui esso viene falciato. Le vecchie credenze contadine, temevano lo spirito maligno, credendolo capace di distruggere il raccolto, per questo chiedevano il beneficio agli dei, primo tra tutti Osiride, dio del grano ed Iside identificata come Cerere dea del Grano. La dott. ssa Bianchi – aggiunge- " bisognerebbe, creare un gruppo di studio per approfondire le origini di questo rito, lavorandoci, tutto l’anno per proporre un evento quanto più realistico possibile, magari riproponendolo nei campi, lì dove è nato come rito e non nelle piazze come folclore". La presenza della giornalista rai, Beatrice Volpe, in veste di moderatrice, con la sua professionalità ha reso l’evento degno di nota, sottolineando più volte che la riscoperta di queste tradizioni, può essere un opportunità per lo sviluppo del paese, come per altro avviene in altre aree della regione. Interessante l’intervento del direttore APT “Azienda Promozione Turistica” Basilicata, Gianpiero Perri, che non ha deluso l’aspettativa dei presenti e della promotrice dell’evento Rosa De Marco, tanto da inserirlo tra gli eventi itineranti regionali, scoprendo nel gioco della falce un interesse culturale, appetibile agli occhi delle agenzie turistiche, alla luce che grandi nomi del passato come Ernesto De Martino, le foto di Gianni Pinna e Lino Del Fra hanno contribuito a far sì che questo rito zoomorfo carico di simbologie pre-cristiane, non venisse dimenticato. Ed invita la comunità sangiorgese a riappropriarsi del rito e concretizzare il progetto appena avviato, per non essere colti impreparati nel debutto dei più vasti scenari, auspicando in futuro di presentarlo alla BIT di Milano. Gli appuntamenti estivi proseguono il 19 Agosto alle h: 21,00, con una rappresentazione teatrale dedicata alla cultura contadina, nel suggestivo scenario della Fontana Vecchia.

Luigi Drogo



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