Salvato da un giovane down un uomo che in mare, su un materassino, era trasportato dalla corrente verso il largo. Due giorni fa, al lido Torre, quello più frequentato e “storico” di Scanzano Jonico, si sono vissuti momenti di autentico panico per questo episodio. L’uomo è stato avvistato a circa 800 metri dalla riva dai volontari della società cooperativa onlus Mafefra, che si occupa in accordo con la Regione del soccorso balneare in quel tratto di spiaggia. Non sembrava in difficoltà, ma la situazione era tenuta sotto stretto controllo. Quando, di lì a poco, sono arrivati alla postazione della cooperativa i familiari della persona sul gonfiabile, la moglie, piangente, ha chiesto aiuto.
L’uomo, evidentemente, non riusciva più a tornare a riva. Ed è scattato, immediatamente, il dispositivo di soccorso. Con un gommone i giovani della coop hanno raggiunto il soggetto in questione facendolo salire sul mezzo e riportandolo a terra. Moglie e parenti l’hanno abbracciato mentre i presenti, compresi i soci della Mafefra, hanno tirato un respiro di sollievo. Tutto era finito bene. Per fortuna. Un particolare della vicenda di cronaca, però, va evidenziato.
Ad avvistare il bagnante sul materassino era stato Salvatore Cirigliano, 24 anni, ragazzo down. Salvatore, che ci ha autorizzati a parlare della storia, con il consenso dei suoi familiari, è la piccola vedetta del lido Torre. Di fatto, anche ieri, attorno a mezzogiorno, quando siamo andati a trovare i volontari della cooperativa, lui era alla sua postazione. Con il binocolo scrutava l’orizzonte, seduto sotto un ombrellone. Sul tavolo, una ricetrasmittente. Così, il giorno prima, attorno alle 11.30, aveva effettuato l’avvistamento dell’uomo sul materassino ed aveva chiamato Nicola Florio, responsabile della società onlus.
«Se vedo problemi – ha spiegato Salvatore – chiamo gli altri ragazzi. E loro scappano con gommone a motore. Ieri, quel signore sul lettino era nel mare, lontano. Ed ho dato l’allarme». Florio ha annuito e, a questo punto, ha aggiunto: «Salvatore ha dimostrato di essere all’altezza del proprio ruolo». Un ruolo importante che dimostra come una persona diversamente abile può integrarsi a perfezione. Sino al periodo della sua frequenza scolastica questo ragazzo ha avuto bisogno del docente di sostegno. Ora è lui a dare una mano alla società. Una bella storia di integrazione.
«Ora, però – ha detto dopo aver finito il suo turno di vedetta – è giunto il momento di farmi un bagno». E, toltasi la maglietta rossa della cooperativa, si è tuffato. Tutti i ragazzi della Mafefra gli vogliono bene. Ed anche la gente della spiaggia lo saluta affettuosamente. Lui ricambia sempre con ampi sorrisi. A ringraziarlo, di più, due giorni fa, una donna piangente ed un uomo che non riusciva più a tornare a riva col suo materassino.
Filippo Mele
la gazzetta del mezzogiorno |