|
| A Spinoso “Alla ricerca dei sapori perduti” con Michele Placido |
|---|
11/08/2010 |
| Dodici taverne, tante quanti sono i mesi dell’anno; per ogni taverna diverse specialità culinarie riferite a quel mese. Si svolge così “Alla ricerca dei sapori perduti”, l’itinerario enogastronomico che per due giorni (il 12 e il 13 agosto) colorerà con sapori e musiche il centro storico di Spinoso.
L’evento, arrivato alla sua XII edizione, è promosso dalla Pro Loco di Spinoso e dal Comune e gode del patrocino della Regione Basilicata, della Provincia di Potenza, dell’Apt, e del Parco Appennino Lucano- Val d’Agri- Lagonegrese. Due serate di buona tavola e di visite nell’antico borgo sul lago del Pertusillo, che avranno due ospiti d’eccezione. Si tratta di Floriana Rignanese,
presentatrice, indossatrice, presentatrice di eventi culturali, moda, spettacolo, con esperienze nell’ambito cinematografico, che sarà presente nel corso dell’intera manifestazione.
E del grande Michele Placido, “scelto- spiega il presidente della Pro Loco Pasquale Padula- oltre che per la sua indiscutibile importanza nel panorama artistico italiano e internazionale, anche perché è già un testimonial del Parco Appennino Lucano- Val d’Agri- Lagonegrese. L’evento, infatti, suscita molto l’attenzione dello stesso Parco”.
“L’idea di questo percorso- continua Padula- fu del professore Biagio Russo, originario di Spinoso, che ora è socio onorario della Pro Loco. Negli anni è cresciuta, tanto che nella precedente edizione ha fatto contare oltre 10mila presenze”.
Anche questo evento rientra nel cartellone che i quattro comuni rivieraschi (Spinoso, Grumento Nova, Sarconi e Montemurro) hanno proposto nell’ambito del programma di Area Vasta, attraverso i fondi del Piano Operativo Val d’Agri. L’intento è di rendere appetibile ai turisti l’intera area e di farlo insieme offrendo un intrattenimento di alta qualità.
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |