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"Le visioni altre": un corto di Pontecorvo

10/08/2010



Nel 1956 Gillo Pontecorvo - il cui nome è legato a film grandissimi come “Kapo” (1960) e “La battaglia di Algeri” (1961) – gira in una fabbrica del pratese il cortometraggio “Giovanna”, che passa nello stesso anno al Festival di Venezia senza poi mai uscire nelle sale. Nel 2002 viene riportato alla luce dalla Camera del Lavoro e dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e questa sera passa in Piazza Santa Lucia (ore 21.00) nel corso della terza edizione delle “Visioni altre”, la rassegna del cinema fuori circuito diretta da Mimmo Mastrangelo e promossa da Regione Basilicata, Unione Province Italiane, Provincia di Potenza e dai comuni di Sarconi, Grumento Nova e Spinoso. Pontecorvo racconta la scoperta della lotta di classe (e per i diritti) da parte delle lavoratrici di uno stabilimento di tessuti. Le donne decise nella battaglia di difendere il loro posto di lavoro occupano la fabbrica ad oltranza, arrivando persino a mettere in crisi i rapporti coi mariti. Pontecorvo vide nella storia di “Giovanna” non solo l’opportunità di raccontare un mondo trascurato dal cinema, ma l’occasione per trasformare una piccola storia figlia della realtà in un film, insieme, denso di emozioni e di intimità. Sceneggiato da Pontecorvo e Franco Solinas ( con Montaldo da aiuto regista), “Giovanna” è un film duro di purissimo realismo che ci permette di usare la memoria per cogliere le sfide di un presente che vede i diritti delle lavoratrici (o meglio, di tutta la classe operaia) sempre più messi a rischio. Dal tema delle conquiste del lavoro ( della sua dignità) si passa a quello non meno importante dei diritti degli immigrati con la proiezione di un corto a firma del giovanissimo regista Claudio Noce. “Adil e Yusuf”- questo il titolo dell’opera - è la storia di due gemelli di origini africane, che si scelgono strade diverse, ma uno strano gioco del destino li fa trovare, senza volerlo, su sponde da loro inizialmente scansate…
A conclusione il terzo corto (non ancora completato nel lavoro di montaggio) del lucano Vincenzo Galante “Io Franco tu Ciccio”. Un breve assemblaggio di interviste e siparietti televisivi per ritrovare la verve comica e popolarissima della coppia siciliana Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Il primo rimasto famoso al cinema e in televisione per la maschera dello babbeo sgangherato, tutta risolta in una mimica facciale sbilenca e caricaturale, classicamente contrapposta a quella compunta e saputa di Ciccio Ingrassia. Dal 1957 (e per oltre un ventennio) lavoreranno insieme al cinema in televisione nonché nell’avanspettacolo e nella commedia musicale. I film con Franchi e Ingrassia sono spesso una sistematica ripresa parodistica di pellicole e generi cinematografici di successo come “Per un pugno nell’occhio” e “Ultimo tango a Zagarolo”. La loro comicità sbilenca trova disciplina ed efficacia nell’episodio “Cosa sono le nuvole” di “Capriccio” (1968) di Pier Paolo Pasolini e nel pirandelliano “Kaos” (1984) dei fratelli Taviani. La (pre)visione della serata è tutta sotto il segno del primo Francois Truffaut de “Les mistons”.



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