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Grumento Nova: seconda giornata de "Le visioni altre"

9/08/2010



Politicamente scorretto. E’ sicuramente uno dei prodotti cinematografici che ha fatto più discutere negli ultimi decenni. Ingiurie immotivate per gli autori e una censura preventiva senza precedenti nella storia del cinema italiano. Il film - che viene presentato questa sera (Villa Comunale ore 21.00) nel corso della terza edizione de “Le visioni altre” – è “Il sol dell’avvenire” girato nel 2008 da uno dei nostri documentaristi di punta, Gianfranco Pannone e dal giornalista lucano di Panorama Giovanni Fasanella. Un documentario che ricostruisce la nascita a Reggio Emilia nel 1969 del gruppo politico l’Appartamento da cui scaturì una delle colonne più numerose delle Brigate Rosse. A raccontare quell’esperienza, quegli anni sono tre ex-brigatisti, Alberto Franceschini, Toni Loris Paroli e Roberto Ognibene, e due loro compagni Paolo Rozzi e Annibale Viappani che sviarono la clandestinità. I cinque si ritrovano al tavolo della trattoria delle colline emiliane dove un anno dopo la nascita dell’Appartamento fu decisa la scelta scellerata della lotta armata. Un film nato per far discutere, da ritenere utile perché vuol fare i conti con una delle pagine più tremende della storia d’Italia dell’ultimo cinquantennio. Un’opera che non offende nessuno (in particolare i morti) e non fa nessuna apologia del brigatismo rosso. Può solo fare un certo effetto (d’irritazione) sentire come con leggerezza e freddezza qualcuno dei protagonisti racconti il proprio passato. Tratto da “ Che cosa sono le Br”, libro intervista di Fasanella con Franceschini, “Il sol dell’avvenire” (che è stato distribuito in dvd dell’edizioni Chiarelettere dopo che l’Istituto Luce gli ha negato la distribuzione nelle sale) tira fuori delle verità rimaste nascoste, contribuisce a capire i fatti accaduti, pone interrogativi (come mai delle intelligenze così alte scelgono le armi per la loro lotta politica?) e fa cadere tutte le scemenze dette, tra gli altri, dal ministro Bondi il quale, prima della partecipazione al Festival di Locarno nel 2008 bollò (preventivamente) il film, ritrovandolo offensivo nei confronti delle vittime e dei loro familiari. Assurdità che poteva uscire solamente dalla bocca di chi non sa la storia personale di uno come Fasanella. Che è stato il primo giornalista in Italia a dare voce ai parenti delle vittime e - quando scriveva negli anni settanta all’Unità di Torino poco più che ventenne - fu iscritto dai brigatisti nell’elenco dei giornalisti da fare fuori. Oltre a film di Fasanella e Pannone alle Visioni altre vengono presentati i corti “Senza titolo” del filmaker e fumettista salernitano Licio Esposito il quale fa un omaggio al Pasolini di “ Uccellacci uccellini”, e “Al contrario” di Elena Pirozzi che racconta il controverso amore tra un ragazzo e una ragazza in un mondo dove l’omosessualità è la normalità. In (pre)visione il capolavoro di Chris Marker “La jetée”.




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