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| I 10mila del Pollino Fusion Festival |
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6/08/2010 |
| Per il quinto anno consecutivo il Bosco Difesa di Castelluccio si è confermato la location sicuramente più particolare e suggestiva dell’estate del Pollino per ospitare un Festival.
Musica e non solo. Anche sport, enogastronomia, arte: questo è il POLLINO FUSION FESTIVAL, evento a impatto ambientale zero. “Perché- dicono i ragazzi dell’associazione Infusi Lucani, che organizzano la manifestazione- anche quest’anno non abbiamo registrato problemi relativi alla cura del luogo da parte dei numerosissimi partecipanti. Ringraziamo anche le Forze dell’Ordine che, come è giusto che sia, hanno contribuito con accurati controlli che ci hanno soltanto confermato la bontà di questa iniziativa”. Un Festival “pulito”, dunque, in tutti i sensi.
“Un evento che dovrebbe essere fatto anche in altri luoghi- hanno detto gli Africa Unite, tra i grandi artisti presenti sul palco del Fusion- perché è basato sulla passione di un gruppo di ragazzi che crede nel proprio territorio e che vi investe senza guadagnarci nulla”.
Che il Festival stia crescendo lo dicono i numeri della Protezione Civile: quest’anno si sono sfiorate le 10mila presenze nel corso delle due giornate. L’area camping era al completo; il 70% dei campeggiatori proveniva da fuori regione.
“Vogliamo ringraziare- dicono gli organizzatori- quanti ci hanno creduto e continueranno a credere in questo progetto. Per il futuro spero che i sindaci di Castelluccio Inferiore e Superiore, che hanno patrocinato l’evento, riescano a mantenere la promessa di realizzare un’area ad hoc per lo svolgimento del Festival e di altre iniziative. Adesso che ormai l’esperimento è stato rodato, occorre trasformare gli sforzi in sviluppo economico dell’area. Le professionalità ci sono, la volontà non manca e l’attrattività è tanta. Stiamo crescendo”.
WWW.POLLINOFUSIONFESTIVAL.IT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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