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| Le trivelle nel cuore dei calanchi |
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5/08/2010 |
| La Regione si prepara a dire addio al mai nato Parco dei Calanchi e degli Ulivi, puntando sulle trivelle anche tra i dolci declivi argillosi? L’estrazione petrolifera non è infatti compatibile con le finalità di un’area protetta, data l’invasività stessa dell’attività mineraria. I dubbi sulla volontà regionale verso il parco argilloso nascono con il rilascio di Intesa, importante procedura burocratica propedeutica alla Via, Valutazione di impatto ambientale, concessa dal Dipartimento ambiente all’istanza di permesso di ricerca petrolifera avanzata dalla londinese Celtique Ltd. Istanza di permesso che si chiama “Monte Negro”, i cui confini vedono interessati i territori municipali di Craco, Aliano, Ferrandina, Salandra, San Mauro Forte e Stigliano per un totale di circa 288 kmq.: il cuore del possibile Parco dei Calanchi e degli Ulivi.
L’Intesa è stata rilasciata a giugno, dopo che il 31 maggio la Celtique Ldt. ha anche incassato il parere favorevole dei Beni archeologici. Va precisato, e su questo punto viene fatta dagli ambientalisti la lettura di una precisa volontà politica, che il rilascio di Intesa è stato concesso nonostante la legge 99 avochi al Governo e non più alle Regioni ogni decisione in merito a questioni energetiche. Di fatto ricorrendo alla non retroattività della legge 99 per i titoli già vigenti. In tal maniera, si va ad accelerare l’iter burocratico dei titoli minerari antecedenti il 23 luglio 2009, concedendo alle compagnie minerarie un favore non da poco per l’enor me risparmio di tempo guadagnato. Altrimenti costrette a rimettere, riformulandole, tutte le pratiche già aperte da anni alle procedure e al vaglio del Ministero dello sviluppo economico.
«Viste le contestazioni in atto, i sempre più certi dati di inquinamento da perforazione mineraria, le esiguità delle royalty e le denunce negli Usa della cancerogenicità della filiera del petrolio, il Dipartimento ambiente poteva essere meno zelante», affermano all’unisono le sigle ambientali attive sul territorio lucano. Evidenziando un atteggiamento in contrasto con le aspettative ambientali sull’area dei calanchi argillosi. Questa suggestiva stratificazione di balze biancastre che, insieme alle Tavole palatine del Tempio di Era di Metaponto, più di tutto identifica la Basilicata all’esterno dei suoi confini.
«Io non so se le cose stanno realmente così in merito al permesso Monte Negro – ha dichiarato Giuseppe Lacicerchia, sindaco di Craco il cui territorio è interamente dentro il perimetro di ricerca che interessa la Celtique Ltd. –, ma so per certo che in tema di energia in Basilicata forse dovremmo rivedere alcune cose, per puntare realmente alle rinnovabili. Per le quali, basterebbe che ogni comune lucano realizzasse un impianto fotovoltaico da 10 mw. per essere non solo energeticamente autonomi, ma anche ricchi di royalty ben più corpose di quelle ottenute col petrolio».
Enzo palazzo
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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