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Palazzine «allargate» Divergenze tra la Procura e il Consiglio di Stato

2/08/2010



Si riapre il caso delle palazzine di Senise, situate in contrada Belvedere (tra via Capitano Sole e via 2 Agosto). Dopo la sentenza del Consiglio di stato che a novembre dello scorso anno dava il via libera alla decisione comunale di procedere ad una demolizione parziale di due fabbricati, in questi giorni il pubblico ministero di Lagonegro, Francesco Greco, ha chiesto il rinvio a giudizio per l’allora capo dell’ufficio tecnico di Senise, Giovanni Bulfaro. È accusato di falso e abuso d’ufficio. Nel mirino del giudice è finita la determina n. 5 del 9 gennaio 2004 nella quale il responsabile dell’ufficio tecnico comunale annullava, in autotutela, una serie di concessioni edilizie (otto) rilasciate dal 1983 al 1993 alla ditta costruttrice delle palazzine in questione (la Alagia Alfonso). Nella determina in questione, Bulfaro sostiene che, Alagia, oltre ad essersi “allargato”, realizzando una volumetria di gran lunga maggiore rispetto a quella consentita, ha costruito su un’ area soggetta a vincolo idrogeologico senza richiedere la necessaria autorizzazione. Sostiene, inoltre, il responsabile dell’ufficio tecnico che l’intera zona è stata riconosciuta altamente “ballerina”, quindi la ditta avrebbe messo a repentaglio anche l’incolumità dei cittadini. Le cose, invece, non starebbero così. Secondo le indagini svolte dalla Procura, Alagia non doveva richiedere alcuna autorizzazione perché l’area dove sono stati realizzati gli edifici non è sottoposta al vincolo idrogeologico previsto dal Regio Decreto 3267 del 1923, né tanto meno è da codice rosso per le frane. Un pericolo dal punto di vista geologico c’è, ma contenuto. Nel Piano di Bacino, infatti, l’area in questione è classificata come area R2, ossia a pericolosità media, non elevata, che non esclude la possibilità di costruire. Bulfaro quindi non avrebbe detto la verità, traendo così in inganno sia il Tar sia il Consiglio di stato. Inoltre con il suo comportamento avrebbe causato un ingiusto danno alla ditta Alagia per via dell’annullamento delle concessioni edilizie. Da qui l’accusa di abuso d’ufficio. L’indagine che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per Bulfaro è scaturita da un esposto presentato in Procura a Lagonegro dallo stesso Alagia, tramite il suo difensore, l’avvocato Rocco Lista, dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Nell’esposto, a sostegno della stabilità dell’area sui cui sorgono gli edifici, viene fatto notare che a non più di 50 metri sono state realizzate altre opere, tra cui un asilo nido, l’ufficio postale, la nuova caserma dei carabinieri. La richiesta di rinvio a giudizio per il responsabile dell’ufficio tecnico comunale apre nuovi scenari su una controversia che si trascina da tempo e che riguarda una trentina di appartamenti, alcuni già venduti. Le famiglie che hanno acquistato casa dall’impresa non dovranno più lasciarla e far partire le ruspe?

Pino Perciante
la gazzetta del mezzogiorno



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