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Frode all’Ue, indagati i«furbetti della fattoria»

1/08/2010



L’Unione Europea aveva stanziato fondi per finanziare imprenditori agricoli o per stimolare i giovani a lanciarsi nell’avventura di coltivare i campi. Ma c’era chi non possedeva i terreni, chi non avrebbe proprio potuto partecipare perché non aveva i requisiti richiesti, chi ha stipulato contratti di fitto solo dopo la scadenza del bando, chi non era iscritto all’Inps. I funzionari della Regione Basilicata qualche volta hanno chiuso un occhio. Qualche volta li hanno chiusi tutti e due.
Lo spirito della legge è stato tradito, secondo gli investigatori della Forestale, che hanno messo il naso nelle pratiche dei «furbetti della fattoria». E sono arrivati a conclusioni drasti che: 30 funzionari pubblici della Regione Basilicata, che avevano istruito i dossier per i finanziamenti, non avrebbero controllato bene i requisiti dei 31 imprenditori che hanno ottenuto i soldi in modo fraudolento. Ai 71 indagati è stato notificato ieri un avviso di garanzia.
I magistrati della Procura di Potenza hanno cercato di capire se i «fondi facili» siano frutto di negligenze o di falsifica zioni ben congegnate.
Gli investigatori hanno scoperto che la titolare di un’azienda agricola di Armento, era riuscita a farsi assegnare dalla Regione 86mila euro «rappresentando falsamente di essere affittuaria di terreni di proprietà di soggetti risultati non proprietari».
Il funzionario della Regione, avrebbe «attestato il possesso di requisiti inesistenti o per nulla documentati». Un’azien - da agricola di Grumento Nova, invece, è riuscita a ottenere «49 mila euro», ma aveva stipulato un contratto d’affitto di
terreni dopo la
scadenza del bando. Il funzionario istruttore avrebbe inserito «dati e requisiti falsi nel verbale di accertamento preventi vo e in quello di
collaudo». Un imprenditore di Marsico Nuovo «ha falsificato il registro di stalla» pur di cercare di intascare 51mila euro. Mirava a una cifra consistente un imprenditore di Filiano: 228mila euro. È riuscito a ottenerne 178mila e non era neanche iscritto all’Inps come agricoltore. Un’azienda di contrada Santino di Marsico Nuovo, invece, ha ottenuto 178mila euro. Il proprietario avrebbe consegnato alla Regione «un preliminare di compravendita di terreni sul quale venivano apposte firme di altre persone, a loro insaputa». Una ragazza di Pomarico ha dichiarato di essere «giovane imprenditore» quando, in realtà, lavorava già da un po’ nel settore. E per ottenere più punti aveva anche dichiarato di essere «imprenditore agricoo a titolo principale». Gli investigatori del Corpo forestale hanno accertato che all’Inps «risultava una contribuzione agricola quale coltivatrice diretta per 156 giornate annue lavorative». La Comunità europea ha erogato 158
mila euro. Il fi nanziamento completo era di quasi 200 mila.
Un uomo di Montescaglioso, per ottenere undici pun ti in più, ha dichiarato di essere «giovane imprenditore». Peccato che, secondo la Forestale, «era solo un raggiro».
Simile a quello messo in atto da un imprenditore di Pisticci, che ha «fatto ricadere la sua azienda in un’area con altimetria superiore a 150 metri, per avvantaggiarsi di dieci punti in graduatoria». Uno scherzetto che è costato all’Unione europea 119mila euro.

Fabio Amendolara
la gazzetta del mezzogiorno



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