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Sanità: ancora tagli al 118

26/07/2010



Dopo l’intesa con i medici e farmacisti, continuano i tagli per il personale del 118. Questa volta a pagarne le spese sono gli autisti soccorritori delle postazioni dell’ASM. Dopo le sollecitazioni dei giorni scorsi, riguardanti le disparità di trattamento all’interno del DIRES 118, - commenta il coes Basilicata - si è giunti ad una conclusione; sospendere l’indennità di rischio e disagio sub intensiva ccnl 94-97 art 44 c. 6 di € 4,13 giornaliera anche al personale autista delle postazioni 118 dell’ambito territoriale dell’Azienda sanitaria materana, nonostante sia stata inserita nel contratto collettivo decentrato integrativo. Il 24 maggio 2010 abbiamo tenuto un’incontro presso il dipartimento alla sanità regionale, per equiparare tale indennità a tutto il personale della regione basilicata. A tutt’oggi non è giunta nessuna risposta in merito, anzi hanno deciso di interrompere la retribuzione dell’indennità pocanzi citata a tutti. Ancora una volta, - continua il coes -, viene dato uno schiaffo morale al personale, che ogni giorno svolge la sua attività con impegno, con i suoi rischi e le molteplici mansioni. A questo punto, nasce spontanea una riflessione: se il personale tecnico dovrà continuare a svolgere la funzione di autista soccorritore o fare solo l’autista? Ricordiamo che l’autista soccorritore, collabora attivamente con il personale sanitario in tutte le manovre, sia riguardanti i traumi che nella rianimazione cardiopolmonare entrando in contatto con liquidi organici (sangue, vomito, ecc); trasporta e viene a contatto con soggetti “possibili portatori” di patologie ad alto rischio infettivo (TBC, meningite,epatite, HIV, tetano, ecc); si occupa del mezzo di soccorso e collabora al trasporto dei pazienti fino al pronto soccorso; rende operativo il mezzo di soccorso dopo ogni missione; infine per finirla qui ha il disagio di operare in ambienti ostili e pericolosi come strade urbane, extraurbane, autostrade, terreni sconnessi e scivolosi, abitazioni di qualunque genere.
Rivolgiamo un’appello al governo regionale che intervenga direttamente su queste decisioni, e che dia un giusto riconoscimento al lavoro che questi operatori svolgono ogni giorno.



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