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| Al via domani il Pollino Dance Festival 2010 |
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24/07/2010 |
| Da domani (25 luglio) prende il via ad Episcopia l’edizione 2010 del Pollino Dance Festival, la manifestazione promossa dal Ministero per la Gioventù, la Regione Basilicata e il Comune di Episcopia, che vede la direzione artistica di Loredana Calabrese. Per una settimana nel Pollino artisti di fama internazionale insegneranno e valuteranno la preparazione e il talento degli allievi, quest’anno una quarantina, che sono giunti ad Episcopia da ogni parte d’Italia. Il Festival è un vero e proprio campus dell’arte e della danza; i giovani danzatori abiteranno per una settimana nel centro storico, in abitazioni prese in afitto dall’organizzazione del festival: il piccolo comune, per una settimana, diventa il paese della danza. Il palcoscenico del PDF ha costituito una svolta per quanti hanno partecipato negli scorsi anni: Sara Pennella, di Aliano (MT), dopo l’esperienza al PDF08 è passata al Balletto di Toscana; Antonio Minini, vincitore del PDF06 ha vinto una borsa di studio per il centro ‘Electa Creative Arts’; Alessia Zonni, vincitrice PDF06, è adesso al Balletto di Basilea; Antonio Polito di Senise è approdato al teatro di Monaco.
Quest’anno continua la tradizione che vuole i grandi nomi che hanno calcato palcoscenici internazionali, rispondere alla chiamata degli organizzatori. In particolare il PDF10 ospiterà:
Jordi Martin e Cristina Ayllon - SPAGNA
Laszlo Nyakas - Ungheria
Hans Henning Paar, Paolo Fossa, Giannalberto De Fillippis - Germania
Michal Mualem - Israele
Anna Kolesarova - Cecoslovacchia
Karine Saporta - Francia
Joseph Phillips dall’American Ballet New York
Venus Villa - English National Ballet Brasile
Fernando Monthano Bolivia del Royal Ballet
Antonio Minini, Alessia Zonni (due vincitori delle passate edizioni, diventati professionisti)
presidente di giuria Cristina Bozzolini direttrice Balletto di Toscana e AterBalletto.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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