|
| Per l’Ospedale di Tinchi da che parte sta il PD? |
|---|
21/07/2010 |
| Il 20 luglio 2010 si è tenuto un Consiglio Comunale aperto nella sala consiliare di Marconia sull’Ospedale di Tinchi di Pisticci (MT).
Pur tra poche diverse opinioni l’orientamento generale emerso dai vibranti interventi dei rappresentanti del Comitato Cittadiniattivi di Bernalda e Metaponto, del Comitato Difesa Ospedale di Tinchi, di altre Associazioni e dei Consiglieri comunali, nonché del Sindaco di Pisticci e del Direttore Generale ASM (Azienda Sanitaria del Materano), si è diretto verso il ripristino di tutti i servizi già esistenti nell’Ospedale di Tinchi, presupposto per una riorganizzazione della Sanità territoriale concordata e razionalizzata nel rispetto di tutte le esigenze evidenziabili.
I Comitati uniti nella lotta, Cittadiniattivi e Difesa Ospedale, alla luce di quanto accaduto e registrato nel Consiglio Comunale aperto, si appellano ai Sindaci dei Comuni appartenenti al comprensorio, perché sentano come proprio, e non solo di Pisticci, il dovere di non far chiudere o ridimensionare un Ospedale comune.
I due Comitati, inoltre, addebitano chiare e pesanti responsabilità sullo smantellamento di questo ospedale non alla indifferenza dei vari partiti politici, ma a una pianificazione precisa di alcuni esponenti autorevoli del PD.
A questo partito, nel quale molti dei componenti dei Comitati e delle dodicimila firme raccolte si rivedrebbero, sono da addebitare, ormai, grosse responsabilità per la sua assenza da una lotta che è POPOLARE, da una rivendicazione giusta perché è di PUBBLICA UTILITA’.
Per salvare alcuni suoi esponenti di massimo livello regionale e nazionale il PD non può tradire le attese del popolo metapontino.
Scenda in lotta anch’esso per sostenere la non chiusura dell’Ospedale di Tinchi.
Diversamente penseremo che anche questo partito politico è assetato solo di potere, non di voglia di redenzione popolare.
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |