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| Operai di Melfi interrotta protesta uno si sente male |
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17/07/2010 |
| I tre operai, Giovanni, Antonio e Marco, che da due giorni si trovavano sulla “Porta Venosina” di Melfi (Potenza) per protestare contro il loro licenziamento da parte della Fiat sono scesi dal monumento poco fa, dopo che uno di loro, Marco, ha avuto un malore, forse dovuto al forte caldo e alla tensione accumulata. I tre sono stati subito circondati e abbracciati dai loro parenti, dai colleghi e dai sindacalisti.
Appena scesi dalla ''Porta Venosina”, anche gli altri due operai sono stati curati dal personale del 118. Secondo quanto si è appreso, tutti e tre gli operai sono in buone condizioni ma molto debilitati e saranno controllati all’ospedale San Giovanni di Dio di Melfi (Potenza).
La protesta sulla «Porta» è finita, ma la Fiom non si ferma perchè lunedì il coordinamento dei delegati di tutti gli stabilimenti Fiat deciderà come portare avanti la mobilitazione. In testa agli operai, davanti ai cancelli dello stabilimento e del Tribunale a cui chiederanno il reintegro e l'applicazione dell’articolo 28 (comportamento anti-sindacale) ci saranno anche Giovanni, Antonio e Marco.
ORE 18:40 - UN FONDO DI SOLIDARIETA' PER GLI OPERAI LICENZIATI
La Cgil della provincia di Potenza «promuoverà l’istituzione di un Fondo di solidarietà per il sostegno dei delegati e dei lavoratori che vengono licenziati ingiustamente, mentre si espongono per la difesa dei diritti all’interno della fabbrica». In un comunicato, il segretario provinciale, Nicola Allegretti, ha sottolineato che «lo sciopero e la manifestazione di questa mattina a Melfi, per chiedere all’azienda il ritiro del provvedimento di licenziamento per i tre lavoratori, va ben oltre il caso Fiat-Sata, perchè riguarda la difesa dei diritti sanciti dalle leggi, dalla Costituzione e dal contratto collettivo nazionale di lavoro».
Secondo la Cgil, «la Fiat, al di fuori di ogni regola democratica e di rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori, decide ormai senza nessun tipo di confronto con il sindacato e con i lavoratori, mentre ci sarebbero tutte le prerogative per avviare un confronto serio con l’azienda, sulle condizioni di lavoro all’interno della fabbrica e sugli investimenti nel nostro territorio, che costituisce un momento essenziale per la crescita sociale ed economica della nostra regione. E su questi presupposti che – ha concluso Allegretti - invitiamo, ancora una volta, Cisl e Uil ad un confronto serio e produttivo».
ORE 15:00 - DE FILIPPO, ORA SI PACIFICHINO GLI ANIMI
«Per pacificare gli animi all’interno della Fiat e per ritrovarsi intorno ad un tavolo di trattative, per la cui istituzione ancora in queste ore mi sto fortemente prodigando, occorre che ciascuno faccia la propria parte con sobrietà e rispetto del ruolo ricoperto, evitando di gettare ulteriore benzina sul fuoco»: lo ha detto, in una dichiarazione diffusa dal portavoce, il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito de Filippo (Pd), riferendosi alla protesta avvenuta oggi a Melfi (Potenza).
«Non serve a nessuno, meno che mai alla Basilicata – ha aggiunto – alimentare lo scontro frontale tra azienda e sindacato, in una vicenda che peraltro, in uno Stato di diritto come il nostro, sicuramente riuscirà a trovare i giusti elementi di garanzia a tutela delle reciproche ragioni. Agli uomini delle istituzioni tocca mantenere la barra dritta sempre e in ogni circostanza, anche le più difficili, nella consapevolezza, che a me non sfugge – ha concluso il governatore lucano – di non confondere gli interessi della politica con il governo della cosa pubblica».
ORE 14:00 - ANCHE NICHI VENDOLA VICINO AGLI OPERAI
A Melfi, il caldo è stato asfissiante fin dalle prime ore del mattino. Gli operai (aderenti a Fiom, Failms e Cub) indossano la maglietta dello stabilimento Sata. In giacca e cravatta arriva Nichi Vendola. Il governatore della Puglia e leader nazionale della Sel è da sempre vicino agli operai di Melfi. «In Italia – ha detto ai giornalisti – non c'è solo la museruola che vogliono mettere a Michele Santoro, ma c'è anche la museruola che vogliono mettere agli operai di Melfi, di Pomigliano, di Mirafiori e di Termini Imerese».
ORE 12:30 - UNO DEI TRE SI ERA SENTITO MALE
Uno dei tre operai che da due giorni sono sulla “Porta Venosina” di Melfi (Potenza) si è sentito male poco fa a causa del forte caldo ed è stato soccorso da personale del 118 e dai Vigili del fuoco. L'uomo è sceso dal monumento ed è stato portato in ospedale.
I dirigenti nazionali e regionali della Fiom hanno chiesto ai tre operai di interrompere la protesta sulla Porta Venosina: il malore che ha colpito l’operaio ha provocato un aumento della tensione fra i partecipanti alla manifestazione (mille secondo i sindacati, 300 secondo le forze dell’ordine).
ORE 12:00 - I TRE SONO STATI LICENZIATI
I tre, due dei quali sono delegati Fiom, sono stati licenziati perchè – secondo la Fiat – durante uno sciopero notturno all’interno della fabbrica hanno bloccato i carrelli, fermando la produzione. Ma «questa è una storiella», ha spiegato Giovanni dal tetto della «Porta»: «Noi non sappiamo neanche come si fermano, quei carrelli. E poi non protestavamo perchè la Fiat, in un periodo di cassa integrazione, ha aumentato il numero di Punto da produrre».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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