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| Ambiente o petrolio scontro aperto nel "Texas d'Italia" |
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12/07/2010 |
| La Basilicata rimane oggetto del desiderio di compagnie petrolifere ed energetiche. Sono oltre una ventina le istanze all’esame per le ricerche in terraferma di petrolio e gas che si aggiungono ai 10 permessi di ricerca ed alle 22 concessioni di coltivazione già vigenti. Il "Texas d’Italia", come è stata ribattezzata la piccola regione, già oggi offre una frazione consistente dell’estrazione italiana di idrocarburi con il giacimento di greggio dell’Eni in Val d’Agri a cui, a partire dal prossimo anno, si affiancheranno le attività estrattive nel secondo giacimento lucano più grande per quantità di riserve, quello della valle del Sauro su cui opera la Total.
Quest’ultima da diversi mesi sta realizzando le infrastrutture dopo lo stop di un anno e mezzo circa a seguito di un’inchiesta del pm Henry John Woodcock, oggi in servizio a Napoli, che pose la lente di ingrandimento sugli appalti connessi. L’attenzione delle compagnie verso la Basilicata va di pari passo ad un’accresciuta sensibilità ambientale per cui non c'è giorno che le attività petrolifere in corso e quelle che si vogliono realizzare non provochino proteste a livello locale e delle associazioni ambientaliste.
L'ultimo "casus belli" arriva dal territorio dell’Alto Bradano, al confine con la Puglia, per la richiesta di trivellare fatta da una società proprio del Texas. Secondo i dati dell’Ufficio minerario (Unmig) del Ministero dello Sviluppo economico, in Basilicata nel 2009 sono stati estratti 913.990.141 metri cubi standard (smc) di gas naturale e 3.155.531.469 kg di greggio, questi ultimi quasi del tutto estratti dall’Eni.
Nel 2010, sino alla fine di aprile, sono stati prelevati 408.877.523 smc di gas naturale e 1.094.991.293 kg di greggio. Il picco dell’estrazione petrolifera si è avuto finora nel 2005 con 4.386.035.577 kg. La quota totale è destinata ad aumentare notevolmente quando entreranno in produzione gli impianti della Total (concessione "Gorgoglione").
Le attività di coltivazione di idrocarburi hanno fatto cadere sulla Basilicata una pioggia di royalties, ben 114.334.043 euro alla data del 30 giugno 2009, in larga parte investiti nel comprensorio di Viggiano (Potenza), centro nevralgico dell’estrazione dell’Eni. Le royalties sono inoltre servite per finanziare 30 progetti per la realizzazione di infrastrutture del gas metano, 10 in provincia di Matera e 20 in provincia di Potenza.
Al momento sono operativi 78 pozzi con le concessioni vigenti e 9 centri di raccolta e trattamento. Un numero destinato a crescere se andranno in porto le 18 istanze per permessi di ricerca in terraferma (non tutte perché di alcune di esse l’iter si è fermato). Ci sono inoltre due istanze per la concessione di stoccaggio in terraferma. La più importante, che avanza verso il via libera, è della società russa Geogastock che vuole realizzare un mega-impianto a Ferrandina (Matera).
Eppure non c'è permesso di ricerca o autorizzazione all’estrazione che in Basilicata non susciti polemiche. Negli ultimi tempi la "resistenza" dei lucani sta aumentando. Nel territorio dell’Alto Bradano la "Aleanna Resources" vuole effettuare trivellazioni per ricerche in 15 Comuni della provincia di Potenza ed anche del territorio della Puglia, nella Barletta-Andria-Trani (Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Minervino Murge, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Rapolla, Ripacandida, Spinazzola, Venosa).
L'istanza,denominata "Palazzo San Gervasio", naviga verso il via libera, accumulando pareri favorevoli. E’ terra di produzione del vino Aglianico e così i produttori vitivinicoli, rappresentati dal Consorzio Qui Vulture e dal Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, minacciano di portare in giudizio la Regione Basilicata “per rivalersi di tutti i possibili danni che dovessero verificarsi al settore, in conseguenza dell’attività estrattiva”.
La Organizzazione lucana ambientalista ha presentato osservazioni alla richiesta del permesso segnalando che già in passato si sono registrate ricerche andate a vuoto e sottolineando la vocazione agricola e rurale della zona.
Un film già visto in altri territori della Basilicata che rivendica la vocazione ai parchi naturali, all’agricoltura di qualità e al turismo paesaggistico per rilanciare la propria economia rispetto ad investimenti di grande impatto ambientale e scarsi risvolti occupazionali. Una questione che resta sempre aperta nella piccola regione.
Uno scontro aperto: da una parte ambientalisti e territori, dall’altra le compagnie, nel mezzo la Regione e gli altri organi deliberanti messi a dura prova dal continuo braccio di ferro.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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