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| Grandine come noci danneggia i campi del Vulture |
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4/07/2010 |
| Una grandinata come se ne vedono di poche. Chicchi grandi come noci si sono abbattuti nel primo pomeriggio di ieri sul Vulture e in particolare su Rionero. Il fenomeno non ha mancato di causare danni alle colture agricole della zona. Gli agricoltori ieri pomeriggio erano già allarmati. Anche gli automobilisti in transito nella città fortunatiana sono rimasti sorpresi e alcuni anche bloccati dalla grandine che poi si è trasformata in pioggia. L’ improvvisa grandinata, seguita a tre roboanti tuoni quando ancora il sole splendeva alto nel cielo, si è abbattuta sulla zona del Vulture intorno alle ore 15 dopo una caldissima mattinata.
«La grandine era mista a pioggia, ma lo stesso ci ha spaventato», ha commentato zia Carmela, vecchia e saggia contadina, che in vita sua ne ha viste anche di peggio. Il fenomeno atmosferico ha provocato danni soprattutto alle colture orticole , ai vigneti, ai frutteti in genere ed alle piante ornamentali lungo i viali della città. La sfogliatura, conseguente ai colpi violenti dei chicchi di ghiaccio, si può calcolare intorno al 25/30 per cento.
Le strade, i marciapiedi, il terreno sottostante le viti e gli alberi da frutta sono apparsi con un grosso tappeto di foglie. Ma anche la forte piena, che s’è ingrossata a mano a mano che scendeva dalle propaggini del Vulure fino alla zona di via Galliano, nei cui paraggi è strutturato il grosso parcheggio libero, ha creato preoccup azione. Nel parcheggio circa una decina di macchine sono rimaste intrappolate è dall’acqua, soprattutto perché, sia lungo le strade cittadine, sia nella stessa area del parcheggio i chiusini, i tombini creati per lo smaltimento delle acque meteoriche sono pochi, otturati e malamente strutturati. Nel parcheggio sono dovuti intervenire i vigili del fuoco del distaccamento di Melfi con apposite idrovore, mentre nella zona del Basso Imperatore, attraversato da via Galliano, dopo due ore c’era ancora tanta acqua impantanata da creare non poche difficoltà al traffico. La stessa piazza Fortunato ha subito gravi danni con accumuli di fanghiglia.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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