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| Un tavolo tecnico per combattere i danni dell’alga |
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22/06/2010 |
| Man mano che si va avanti nelle indagini sulla proliferazione dell’alga «cornuta» nel lago del Pertusillo e sulla conseguente moria di pesci nell’invaso, emergono inquietanti novità. La causa potrebbe essere la presenza di scarichi fognari o di impianti di depurazione malfunzionanti o addirittura abusivi che confluiscono negli affluenti della diga. A confermarlo sono i campionamenti effettuati dall’Arpab che evidenziano un’eccessiva concentrazione di azoto e fosforo nelle acque dell’invaso. Una delle cause di questa eccessiva concentrazione potrebbe es sere proprio la presenza di depuratori non funzionanti o fuorilegge «per i quali – dice il direttore dell’agenzia regionale di protezione per l’ambiente, Vincenzo Sigillito - si sta procedendo ad acquisire tutti gli elementi necessari per aver il quadro di riferimento generale sott’oc chio». Gli eventuali scarichi non autorizzati potrebbero essere anche quelli di aziende produttive, in particolare zootecniche ed agroalimentari, che scaricherebbero anche loro negli affluenti del lago. Il tutto avrebbe provocato la crescita esponenziale della cosiddetta alga cornuta (Ceratium hirundella) che, a sua volta, avrebbe causato la moria di pesci, per via del forte consumo di ossigeno. I dati sul tasso di saturazione dell’ossigeno disciolto dimostrano una situazione di normalità fino a maggio. I dati sulla domanda chimica di ossigeno parlano di un superamento del limite lo scorso 27 maggio, mentre i prelievi di giugno mostrano un ritorno alla normalità. Anche per l’azoto e il fosforo vi è stato un innalzamento dei valori il 27 maggio mentre i prelievi di giugno sarebbero più tranquillizzanti. Ma c’è pericolo per la salute pubblica? «Assolutamente no – dice Sigillito -. I dati raccolti al potabilizzatore di Missanello sono rassicuranti. Eventuali anomalie sarebbero stoppate». Ma tra i cittadini la preoccupazione resta soprattutto a causa della moria di pesci. Le indagini continueranno per capire che cosa è realmente accaduto nel Lago del Pertusillo che alimenta il servizio idrico di molti comuni della Basilicata e della Puglia. Intanto, che la causa dell’eccessiva proliferazione dell’alga cornuta non potesse dipendere solo dall’innalzamento delle temperature, viene confermato anche dal biologo Vito Casale che sostiene l’associazione di più fattori: «Oltre alla variazione climatica – dice - l’apporto di sostanze nutritive che ha variato la condizione trofica all’in - terno dell’invaso favorendo la crescita esponenziale dell’alga».
Fermare l’alga. A tutti i costi. È l’obiettivo del tavolo tecnico interdipartimentale che dovrà studiare il piano di intervento contro la proliferazione delle alghe nel lago del Pertusillo che ha portato ad una vasta moria di pesci. La decisione è stata presa nel corso di una riunione, convocata dall’assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi, cui hanno partecipato l’as - sessore alle Infrastrutture, Rosa Gentile, il direttore dell’Arpab Vincenzo Sigillito, il Commissario del Parco dell’Appenino lucano Domenico Totaro, il Corpo Forestale dello Stato, la Provincia di Potenza e i sindaci di Montemurro, Viggiano, Sarconi e Grumento Nova. Il tavolo ha stabilito che innanzitutto si pulirannole coste e le sezioni interne del lago, rimuovendo le carcasse dei pesci. «Un’azione che ha il carattere dell’urgenza – ha rimarcato Mancusi – per ragioni di salute pubblica e per tutelare l’immagine dell’area alla vigilia della stagione turistica”. L’assessore Gentile ha garantito la collaborazione della Protezione Civile regionale. «Il lago è una risorsa non solo per i Comuni ma per tutta la Basilicata - ha spiegato l’assessore - perciò saranno eseguiti tutti gli interventi necessari per risolvere l’emergenza». Anche se le indagini effettuate al momento escludono la presenza di inquinanti chimici o batteriologici, individuando la causa della moria nella scarsità di ossigeno dovuta alla forte presenza di alghe, l’assessore Mancusi ha ribadito che «la Regione continuerà a monitorare la situazione del lago per capire le cause del fenomeno ed evitare che si ripeta». «Una regia comune per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente», invece, è stata chiesta del vicepresidente della Provincia, Massimo Macchia.
Pino Perciante
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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