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| Associazione Italiana Wilderness, no alle uova di Nils Udo |
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22/06/2010 |
| Si è svolta domenica 20 giugno a Casa del Conte, in località Pietra Capavola, su iniziativa della Sezione dell'AIW (Associazione Italiana Wilderness) di Salerno la manifestazione di protesta di ambientalisti e cittadini contro l'installazione delle Uova Giganti di Nils Udo. L'artista tedesco vorrebbe disporre cinque uova giganti sullo splendido "panettone" di ofiolite che ha alle spalle l'ancora più splendido, integro e selvaggio scenario delle foreste di Cugno dell'Acero, che risalgono fino alle rupi e ai pini loricati della Serra di Crispo. Installazione che rappresenterebbe uno sfregio ad uno dei paesaggi wilderness più belli dell'intero Parco Nazionale. Quest'opera rientra nel progetto di ArtePollino, che ha già prodotto vistose, costosissime e deturpanti "opere d'arte" contemporanea in siti naturali: ne sono un esempio la giostra di Christen Holler a San Severino Lucano e il Teatro Vegetale di Noepoli (quest'ultimo sequestrato dal Ministero dell'Ambiente dopo le proteste delle associazioni ambientaliste). Le opere d'arte il Pollino le ha già e sono i suoi immensi tesori naturalistici, la ricchezza di biodiversità, il paesaggio agreste delle valli, la possibilità di sperimentare ancora oggi le sensazioni che si provano a contatto con la natura selvaggia! L'Associazione Italiana Wilderness si oppone e si opporrà sempre a questi inutili e costosi scempi al paesaggio e all'integrità dell'ambiente naturale del Pollino, e lotterà assieme a tutti quegli abitanti del Pollino che vogliono difendere la dignità e la bellezza della propria terra!
(si allega foto: su concessione di Q. Valvano)
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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