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Chiuso all'Ipsia di Moliterno il ciclo scuola e cinema

21/06/2010



Una indagine nelle scuole italiane di qualche anno fa rilevava che otto studenti su dieci non hanno visto mai un film di Roberto Rossellini, Giuseppe De Santis, Pietro Germi o Vittorio De Sica , né conoscono solo per nome registi come Francois Truffaut, Jean Luc Godard, Jean Vigo, Frank Capra, Jean Renoir. Nel loro immaginario tira Stallone con Pieraccioni e il trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ma a parte questi dati poco consolanti, ci sono docenti come Carmine Filardi, dirigente scolastico dell’Ipsia di Moliterno e Tramutola, che sono persuasi dall’idea che il cinema e le infinite storie narrate con le immagini in movimento possano contribuire ad elevare il processo di apprendimento e conoscenza degli studenti. Tant’è che il preside Filardi(nella foto) quest’anno ha ritenuto di integrare - alle discipline di studio dei tre corsi presenti nella sede di Moliterno - un ciclo di proiezioni affidato alla curatela del cinecronista Mimmo Mastrangelo. Il quale ha articolato l’iniziativa seguendo la linea di un cinema d’autore (Vittorio De Seta, Marco Tullio Giordana, Matteo Garrone…) attento alle problematiche della contemporaneità e costruito sui percorsi accidentati dei giovani protagonisti. Ma dell’iniziativa ciò che ha più stupito il curatore, il dirigente scolastico e gli stessi docenti sono state le risposte e i commenti dati dagli alunni a dei questionari post-proiezione. Gli studenti - tra le altre opinioni più strettamente filmiche - hanno evidenziato l’importanza di promuovere nella scuola un cinema più impegnato e meno spettacolare. Tra i film proiettati nel ciclo “Scuola & Cinema” “I cento passi”. che ripercorre la vita (e la passione civile) del giovane giornalista siciliano Peppino Impastato e porta la firma del regista Marco Tullio Giordana, il quale venuto a conoscenza della proiezione dell’Ipsia ha commentato: “ Plaudo l’iniziativa dell’Istituto di Moliterno. E’ molto importante che il mio film venga ancora proiettato nelle scuole perché fa conoscere uno di quei pezzi tragici della storia del nostro Paese che non entrano nei libri di testo”.



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